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A VANUATU I VACCINI ARRIVANO GRAZIE AI DRONI

A Vanuatu è iniziata una rivoluzionaria iniziativa dell’Unicef per distribuire i vaccini. È partita dal piccolo stato insulare nell’Oceano Pacifico meridionale la sperimentazione di un nuovo servizio con i droni per rendere più pratica ed economica la distribuzione dei vaccini. L’iniziativa rientra nel piano vaccinale deciso dal governo ed è il primo a essere basato interamente sui droni per la diffusione delle dosi. La nazione di Vanuatu è costituita da 83 isole vulcaniche. Interi villaggi possono essere raggiunti solo con piccole imbarcazioni, costrette a fare i conti con il mare mosso e il rischio di arenarsi; altri sono ancora più sperduti alle pendici delle aree montuose, nell’entroterra, e possono essere raggiunti solo a piedi dopo ore di camminata dalla costa.

L’Unicef ha avviato la sperimentazione dei “vaccini” nelle isole del Pacifico.

In molti villaggi non c’è energia elettrica, se non saltuariamente grazie a qualche generatore, cosa che rende impossibile l’utilizzo dei frigoriferi non solo per conservare gli alimenti, ma anche per i medicinali e i vaccini. Secondo le stime dell’Unicef questi fattori hanno fatto sì che solo il 20 per cento dei 35mila bambini sotto i 5 anni che vivono a Vanuatu siano vaccinati. E proprio l’organizzazione delle Nazioni Unite, insieme al governo australiano e al Fondo globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria hanno partecipato alla messa a punto del progetto con i droni, appena iniziato nell’arcipelago. Il test per ora riguarderà tre sole isole, ma sarà in seguito esteso al resto del territorio. La gestione del programma è stata affidata a Swoop Aero, una startup australiana che sarà pagata solamente per le dosi effettivamente consegnate, spiega il New York Times. Ogni drone ha un’apertura alare di due metri e mezzo e può raggiungere una velocità massima intorno ai 90 chilometri orari. È stato progettato per volare a circa 150 metri di altitudine, può essere utilizzato nei giorni di pioggia e con raffiche di vento fino a 45 chilometri orari.

I droni di Swoop sono stati selezionati dopo alcuni voli di prova, nei quali l’azienda ha dovuto dimostrare di poter coprire una distanza di quasi 50 chilometri, atterrando poi nel punto programmato con un margine di errore di pochi metri. Ogni drone può portare una quantità limitata di materiale, ma considerati peso e ingombro delle dosi di vaccino, la scarsa capacità non dovrebbe essere un problema. Con un carico massimo, il sistema trasporta poco più di 2 chilogrammi di materiale, tra vaccini, sacche di ghiaccio per conservarli correttamente e un termometro, i cui dati all’arrivo servono per assicurarsi che non sia stata interrotta la catena del freddo. A pieno regime, i droni dovrebbero riuscire a coprire fino a 130 chilometri, un’autonomia sufficiente per andata e ritorno. La guida è di tipo satellitare ed esclude i problemi di cui soffrono gli altri droni che fanno affidamento sulle normali reti cellulari. L’Unicef e gli altri partecipanti al progetto hanno avviato una campagna di divulgazione tra gli abitanti di Vanuatu, in modo che siano preparati all’idea di vedersi arrivare ogni tanto un affare largo più di due metri che ronza sui loro villaggi. Farne comprendere il valore e l’importanza sarà fondamentale, anche per evitare reazioni violente o imprevedibili.

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