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“Affamati”, la cassa integrazione non arriva: 6 milioni di italiani senza soldi

18 milioni di persone sopravvivono. Oltre 5 milioni di italiani ancora in attesa della cig, gli esclusi dal “Cura Italia” sono 1 milione di nuclei familiari

“Miseria e Nobiltà”, ieri Napoli è stata palcoscenico del dramma della povertà da Coronavirus che ha ridotto sul lastrico milioni di italiani. Era buio, a piazza Garibaldi, nel dedalo di vie della “Ferrovia”, un uomo portava in braccio la sua bimba di appena due mesi. Confuso, afflitto da un dilemma. Qualcuno si è accorto di quella scena di pietà. Quel povero Cristo non vendeva calzini o fazzolettini, levava la figlia al cielo come un prete fa all’altare. Chiedeva, disperatamente, chi potesse prendersi cura di lei. Donava la sua piccola, con la dignità degli ultimi. Non poteva più sfamarla e doveva andare in cerca di lavoro. La sua compagna lo aveva lasciato solo. “Letteralmente volatilizzata”, come l’uomo ha spiegato ad una pattuglia della polizia locale intervenuta per soccorrerlo. La bambina è stata visitata dai medici del 118 che l’hanno trovata in buone condizioni di salute.

Ma ieri l’esasperazione di un altro padre è culminata nell’assassinio della propria piccola di appena 4 anni. E’ successo ad Arezzo. Prima di entrare nella cronaca dell’episodio, è d’obbligo la riflessione socio-economica non accademica, perché non è più tempo di analizzare gli indicatori statistici e tabelle: al centro del dramma della povertà ci sono i senzalavoro. Cassa integrazione: oltre 5 milioni di italiani sono ancora in attesa. Poi si contano gli esclusi dalle misure del “Cura Italia” che  potrebbero essere 1 milione di nuclei familiari, quindi una platea che si aggira sui 3 milioni di persone. In totale, approssimativamente, 18 milioni di persone non sanno più a chi Santo votarsi. Quasi impossibile vivere senza stipendio per due mesi. I tempi per la cassa integrazione ordinaria rischiano di slittare almeno di una settimana rispetto alle assicurazioni di Pasquale Tridico, presidente dell’Inps. E per la Cig in deroga è difficile fare previsioni, i tempi si allungano ulteriormente.

Slittato ormai il primo termine del 15 aprile, Tridico ha garantito in audizione alla commissione Lavoro della Camera “l’impegno a rispettare la data della fine di aprile per pagare la cassa integrazione ordinaria”. Mentre sulla cig in deroga i dati, spiega, non sono disponibili da tutte le Regioni e “quindi il termine non può essere il 30 aprile”. Così la disperazione prende il sopravvento, come è accaduto ieri in provincia di Arezzo. Bilal Napia, 39 anni, del Bangladesh viveva le sue giornate di quarantena mostrando ogni giorno segnali di grande apatia e depressione. Era turbato. Poi il raptus. Ha ucciso la figlia di 4 anni, poi ha colpito il figlio dodicenne con il chiaro intento di ammazzarlo e tentato il suicidio nel pozzo della casa a Levane. A raccontare la tragica dinamica  è stato un connazionale, amico dell’operaio omicida: “Non era più lui”.

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