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AHI, L’ITALIA NELLE MANI DI UN BORGHESE LEGHISTA PICCOLO PICCOLO

“Ahi Serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempeste,

non donna di provincie ma bordello!”

Torna alla mente l’invettiva di Dante di fronte all’imbarbarimento del Nostro Stivale, tornano alla mente i versi del Sommo nel prendere atto che il 38 per cento dell’Italica Gente è composta da rozzi ignoranti e da starnazzanti vaiasse che si alimentano con i rutti lessicali, le flatulenze e il letame distribuito on line dal Capo del Carroccio.

Tornano alla mente i versi pieni di sdegno del Poeta di fronte alle sguaiataggini esibite ieri al Viminale-beach di Milano Marittima durante una conferenza stampa del Truce all’insegna delle offese e dei bavagli.

Torna prepotentemente alla mente l’invettiva di Dante nell’ascoltare le ormai quotidiane sgrammaticature istituzionali di Matteo Salvini, nell’assistere alle cadute di stile, alla crassa cafonaggine, alla sconfinata volgarità e alla ignoranza del Signor Ministro dell’Interno.

Ma, a ben vedere, la colpa non è tutta del Capo della Lega. La colpa è di quanti  (Cinquestelle e Pd)) consentono a Questo Individuo di restare al posto che occupa. Un Individuo – non si dimentichi – cresciuto all’ombra degli insegnamenti di Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Mario Borghezio. Ovvero la creme de la creme intellettuale leghista. E i suoi cori giovanili contro napoletani e meridionali costituirono una sorta di rito iniziatico. Matteo Salvini è diventato Capo del Carroccio  alimentandosi del letame culturale leghista. E per quanto si sforzi ad apparire rieducato, l’imprinting non si cancella.

Detto papale papale il Signor Ministro è soltanto un volgare borghese piccolo piccolo del quale Diogene – nonostante gli encomiabili sforzi – non si sarebbe mai potuto accorgere…

E’ dunque decisamente una brutta Italia questa di fatto guidato dal Capo del Carroccio.

E’ decisamente una brutta Italia questa Italia in cui il primo Partito si lascia bullizzare dalla seconda forza politica presente in Parlamento.

Non se ne può più dei toni da bar dello sport, delle parole in libertà pronunciate ad insaputa del cervello, della cattiva educazione di Uno da sempre in lite con gli insegnamenti di Monsignor Della Casa.

Inutile ripetere che i maggiori responsabili dell’attuale situazione politica sono Quelli del M5s, del Pd e dei divoratori renziani di pop corn i quali – di fronte alla catastrofe dell’italica civiltà – ancora non hanno preso atto della gravità del momento e continuano reciprocamente a beccarsi. Come i capponi di Renzo.

Continua a dettar legge e ad insultare il Cafonaccio del Viminale. E sul Decreto Sicurezza bis in Aula il giorno 7 al Senato per la definitiva approvazione ha imposto il voto di fiducia.

Può essere – questa – una occasione per Luigi Di Maio di mostrare gli attributi e per cercare di recuperare la perduta credibilità di Capo di una Forza Politica nata con istinto mordace e non da salotto.

O può essere una occasione per i malpancisti Cinquestelle di fare il colpo…

E accada quel che accada se l’occasione sarà colta al volo. E ciò in barba al Principio del Tengo Famiglia, della Pagnotta, della Poltrona e del Mutuo Casa appena acceso… Scelte da Uomini e non da Quaquaraquà.

Ma questa ipotesi – sia chiaro – rientra nel novero delle pie illusioni…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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