ALLARME DIPENDENZA DA CELLULARE, MAI A TAVOLA E PRIMA DI DORMIRE

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Il rischio dipendenza è tre volte maggiore per le ragazze, per la Sip regole anche per i genitori

Da abitudine a dipendenza, il passo è brevissimo ed è questo il rischio concreti a cui vanno incontro adolescenti e preadolescenti, ormai sempre più precoci nell’uso di smartphone e tablet, iperconnessi e sempre col cellulare in mano. “Troppe ore chini sullo schermo possono far perdere ore preziose di sonno, irritare gli occhi, provocare dolori al collo e alle spalle, rendere distratti e disattenti”. A certificarlo sono una serie di recenti studi che la Società italiana di pediatria ha raccolto e esaminato in un Position Statement che sarà presentato al 75esimo Congresso italiano di pediatria, che si apre oggi a Bologna. Regole rivolte ai giovanissimi da 11 e 17 anni. Ma allora come si devono comportare mamme e papà con figli adolescenti e preadolescenti troppo telefono-dipendenti? “Servono dialogo e regole chiare – spiega il presidente della Società italiana di pediatria Alberto Villani – Raccomandiamo ai genitori di mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali. Ma è indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device: mai a tavola, mai mentre si fanno i compiti, a meno che non siano di ausilio per lo studio, mai nei momenti in cui la famiglia è riunita, mai prima di andare a dormire”, raccomanda l’esperto.

“Non che internet e i social network siano del tutto negativi – avvertono i pediatri – anzi in alcuni casi possono rappresentare un aiuto per favorire le relazioni sociali con i coetanei, ma un’iperattività concentrata sugli smartphone può diventare dannosa per la salute psicofisica”. Già lo scorso anno la Sip si era espressa con un documento ufficiale sul corretto uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc) nei bambini sino a 8 anni di età. Il nuovo Position Statement riguarda invece i preadolescenti e gli adolescenti, in particolare la fascia di età 11-17 anni. La maggior parte delle ricerche è stata condotta negli Usa e in Paesi asiatici come Cina e Corea, che per primi hanno sperimentato la diffusione su ampia scala delle tecnologie digitali, ma anche i possibili rischi dell’iperconnessione, come isolamento sociale e vera e propria dipendenza. In Corea – dove la dipendenza da smartphone è riconosciuta come una vera e propria patologia al pari di quella dall’alcol o dalla droga – l’8,4% degli adolescenti ne è affetto. E se il rischio dipendenza è tre volte maggiore per le ragazze, le “regole – aggiunge Elena Bozzola, segretaria nazionale Sip – valgono prima di tutto per i genitori, i quali dovrebbero dare il buon esempio.

Genitori e pediatri dovrebbero inoltre fare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme tra i quali frequenti mal di schiena, mal di testa, modifiche nei ritmi del sonno, bruciore e lacrimazione degli occhi, mancanza di interessi e incapacità di staccarsi dallo smartphone. Inoltre, i pediatri dovrebbero utilizzare i controlli come momento per approfondire questi aspetti, facendo domande sulla vita online dei ragazzi, incoraggiandoli a coltivare le relazioni ‘vere’ e informandoli sulle possibili conseguenze di un uso improprio dello smartphone”. Una buona relazione genitore-adolescente contribuisce a prevenire il rischio di dipendenza diminuendo il livello di ansia sociale spesso diffuso tra i ragazzi, ricordano i pediatri. Quando l’isolamento diventa patologico si parla di un fenomeno chiamato Hikikomori che in Italia coinvolge circa 120 mila adolescenti che trascorrono su internet oltre 12 ore al giorno, mostrando sintomi importanti di patologie psichiatriche.




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