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ALTA VELOCITÀ, NAPOLI-BARI IN 2 ORE ENTRO IL 2026

Entro il 2026 Investimenti su tutta la rete e sul trasorto regionale

L’obiettivo di Fs è quello di “terminare entro il 2026 la Roma-Bari in 3 ore, che vuol dire 2 ore da Napoli e collegare due grandi città per creare un’unica grande area metropolitana”. Lo afferma l’amministratore delegato di Fs Gianfranco Battisti che, in occasione del decennale delle Frecce, ha ricordato come “l’Alta Velocità ha cambiato il Paese dal punto di vista logistico”. A suo avviso “è il più grande progetto infrastrutturale dal dopoguerra ad oggi e credo che i dati dimostrino che trasportiamo oltre 40 milioni di passeggeri l’anno”. “Gli obiettivi da perseguire – ha proseguito – sono aumentare il livello qualitativo, l’offerta e cercare di estendere la rete, che oggi è solo su circa mille Km”. Quanto agli investimenti, “in generale – ha confermato -proseguono massicciamente non solo sull’Alta Velocità ma anche su tutta la rete”. “Abbiamo qualcosa come 2 miliardi di euro di investimenti sull’implementazione della rete – ha concluso – e per il Trasporto regionale sono in arrivo 106 nuovi treni entro l’anno”.

Compie dieci anni l’Alta velocità italiana, l’infrastruttura che ha cambiato il Paese e che insieme alle Frecce di Trenitalia ha rivoluzionato il viaggio e lo stile di vita delle persone, trasportando in dieci anni 300 milioni di passeggeri. Insieme ai trasporti, l’alta velocità ha avuto benefici su pil, occupazione, turismo e mercato immobiliare dei centri urbani, oltre che per la sostenibilità ambientale con una riduzione delle emissioni di CO2, per circa due milioni di tonnellate. Sono stati 32 miliardi di euro gli investimenti, dal 1998 al 2018, effettuati per realizzare l’infrastruttura ferroviaria Alta Velocità in Italia, una delle più avanzate tecnologicamente al mondo. Investimenti che hanno avuto un’incidenza annua media sul pil dello 0,15%, prendendo in considerazione il contributo diretto e l’effetto indotto degli investimenti. Sono stati inoltre creati, nello stesso periodo, complessivamente 500mila posti di lavoro. In dieci anni sono stati venduti oltre 260 milioni di biglietti per viaggi in alta velocità, esclusi gli abbonamenti, e la flotta dei treni è raddoppiata: 74 nel 2008, 142 nel 2018.  “La più grande infrastruttura del Dopoguerra, insieme all’Autostrada A1 Milano-Napoli, conferma così il ruolo storico delle Ferrovie italiane nell’unire il Paese e connetterlo fra le principali aree urbane”, sottolinea una nota di Fs, che ha celebrato il suo ‘compleanno’ con un evento a Milano.

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