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AMAZON LANCIA LA PIATTAFORMA STREAMING GRATIS

Film e show tv di Amazon prevedono spot pubblicitari

Amazon ha lanciato il suo primo servizio di streaming video supportato dagli annunci con l’obiettivo di rosicchiare una fetta di mercato, anche pubblicitario. Una strategia simile a quella attuata da Spotify nella musica e che starebbe preparando anche YouTube. Secondo il Wall Street Journal, il servizio si chiama IMDb Freedive ed è online da ieri con una libreria di show tv e film disponibili anche sulla Amazon Fire tv, senza sottoscrivere un abbonamento. Nel catalogo sono compresi show recenti come The Bachelor e anche classici come Dallas, tra i film Dracula e A Few Good Men. Il settore dei video è cruciale – sottolinea il Wsj – per prendere una fetta del mercato pubblicitario televisivo globale di circa 210 miliardi di dollari. Amazon è sulla buona strada occupando il terzo posto dietro ai due protagonisti, Google e Facebook. IMDb Freedive non è la prima piattaforma streaming video a basarsi sulla pubblicità, ci sono Tubi, Pluto TV e Vudu, ma gode di una potenzialità di diffusione più grande dovuta alla diffusione dei suoi dispositivi e al traffico generato da Internet Movie Database, una divisione di Amazon dal 1998, che conta 250 milioni di utenti al mese. Il servizio, battezzato IMDb Freedive, ha iniziato a essere disponibile ieri sera e offre un catalogo di spettacoli televisivi e di lungometraggi accessibili dal sito IMDb, una divisione del gruppo di Jeff Bezos ormai dal 1998, come pure dai devices di Amazon Fire Tv.

La posta in gioco è alta e fa gola. Il mercato pubblicitario televisivo globale vale nell’insieme 210 miliardi di dollari. E il segmento video digitale ne rappresenta una frontiera in espansione. Nella pubblicità online le ambizioni di Amazon non sono un segreto: è già oggi il terzo protagonista in classifica alle spalle dei già citati Alphabet e Facebook, anche se la sua quota di mercato rimane al momento limitata a circa il 4 per cento (5 miliardi di dollari). Anche prima del nuovo servizio, però, le sue prospettive di sviluppo erano forti. Nel giro di un paio d’anni, secondo stime della società specializzata Cowen estrapolate da sondaggi tra grandi inserzionisti, il gruppo potrebbe triplicare la sua presenza nei “digital ads” raggiungendo una quota del 12 per cento. Facebook, che oggi ha attorno al 20%, dovrebbe invece scivolare al 17 per cento. Google, in testa, vanta attualmente un inarrivabile 37,1% del mercato e, secondo eMarketer, dovrebbe scendere ancora solo leggermente al 35% entro due anni.

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