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ANKARA, IL PARLAMENTO TURCO INVIA LE TRUPPE IN LIBIA

Il Parlamento turco autorizzato l’invio di soldati in Libia a sostegno di Fayez al-Serraj

Il Parlamento di Ankara ha approvato la mozione che autorizza l’invio di militari turchi in Libia, come richiesto dal governo del premier libico Fayez al-Serraj. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ‘Anadolu’. L’obiettivo della mozione, sostenuta dal partito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l’Akp, è quello di rafforzare la presenza militare a sostegno del governo di accordo nazionale per fermare l’avanzata dell’autoproclamato Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, impegnato da aprile in un’offensiva per prendere il controllo di Tripoli. Il Parlamento turco ha quindi autorizzato l’invio di soldati in Libia a sostegno del governo del premier Fayez al-Serraj, riconosciuto dalle Nazioni unite, per contrastare l’attacco delle forze del rivale Khalifa Haftar a Tripoli.

I deputati che hanno votato a favore della mozione sono stati 325, quelli contrari 184, nella sessione d’emergenza. La misura prevede un mandato di un anno per il dispiegamento. “Una Libia il cui governo legittimo è sotto minaccia può diffondere instabilità alla Turchia”, ha dichiarato il deputato del partito Akp al potere, Ismet Yilmaz, sostenendo la mozione, mentre “chi non vuole agire a causa di un rischio getta in nostri figli in un pericolo ancora maggiore”. Media: forze Haftar abbattono drone turco a sud Tripoli Le forze del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar, intanto hanno abbattuto un drone turco a Sud della capitale libica Tripoli. Lo riferisce Sky News Arab che cita fonti proprie. Le reazioni al voto in parlamento L’Egitto “condanna, nei termini più forti” il “passo del parlamento turco” con cui è stato deciso di “inviare forze turche in Libia”. Lo si afferma sulla pagina Facebook del ministero degli esteri egiziano. Il Cairo come noto appoggia il generale Khalifa Haftar che da aprile sta cercando di conquistare Tripoli innescando un conflitto che finora ha causato la morte di oltre 2.000 combattenti dei due schieramenti e più di 280 civili, secondo stime Onu. Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha presieduto il Consiglio per la sicurezza nazionale che “ha valutato gli attuali sviluppi della crisi libica e le crescenti minacce di un’interferenza militare straniera in Libia”. È quanto riportano i media egiziani. “La riunione si è conclusa con la definizione di una serie di misure per contrastare ogni minaccia alla sicurezza nazionale egiziana”, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Mena. “Abbiamo sottolineato in varie occasioni, l’ultima è stata il 23 dicembre scorso, che non esiste una soluzione militare per il conflitto in Libia”.

Lo afferma uno dei portavoce del servizio di azione esterna dell’Unione europea interpellato a seguito degli sviluppi in Libia e dopo l’ok del parlamento turco all’invio di truppe. “L’Ue ribadisce a tutte le parti interessate il suo appello a cessare tutte le azioni militari e riprendere il dialogo politico”, prosegue il portavoce. “Il voto del parlamento turco sulla Libia aumenta le tensioni in un quadro già drammatico. La missione Ue proposta dall’Italia è sempre più importante per chiedere a tutti gli attori di rispettare l’embargo Onu, far tacere le armi, ridare voce alla politica”. Lo scrive su Twitter la viceministro degli Esteri Marina Sereni dopo il varo della mozione che autorizza Ankara a inviare truppe in Libia. “La Lega araba condanna la decisione del parlamento turco che autorizza il presidente a inviare forze in Libia”: lo riferisce un banner della tv pubblica egiziana. “La Lega araba afferma il proprio sostegno alla soluzione politica in libia attraverso l’attuazione dell’accordo di Skhirat”, riferisce ancora l’emittente riferendosi all’intesa del 2015. Telefonata Erdogan-Trump Il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan, e il suo collega americano, Donald Trump, hanno discusso al telefono di questioni bilaterali e sviluppi regionali, con particolare attenzione alla situazione in Libia e Siria.

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