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ANTONIO È MORTO, L’ITALIA PIANGE LA GIOVANE VITTIMA DEL TERRORISMO.

Antonio Megalizzi non ce l’ha fatta; era in coma irreversibile da due giorni ed è morto pochi minuti fa il giovane giornalista rimasto gravemente ferito nell’assalto al mercatino di Natale di martedì sera. L’Italia è stata colpita, così, da un gravissimo e inspiegabile lutto.  La conferma ufficiale è arrivata direttamente dalla Farnesina. Le condizioni del reporter, 28 anni, erano da subito sembrate disperate. Raggiunto alla testa da una pallottola, era stato ritenuto dai medici francesi inoperabile poiché il proiettile era rimasto all’interno della scatola cranica. Le speranze di poterlo salvare si erano affievolite nelle ultime ore. “Va malissimo, ci sta lasciando, non ce la facciamo più perché la situazione è ulteriormente precipitata”, aveva detto stamattina il padre della fidanzata di Antonio, Danilo Moresco, ai microfoni di Radio 1. E Radio Europhonica, la radio del nostro connazionale scomparso per una “causa assurda” aveva scritto: “Il collega italiano è in ospedale in grande difficoltà”.

Antonio Megalizzi “ucciso” nell’attentato di Strasburgo. Il giornalista di 29 anni era in coma irreversibile con un proiettile conficcato nel cranio.

Gli specialisti delle strutture di Neurochirurgia dell’ospedale Molinette e di Rianimazione dell’ospedale Cto dell’Azienda ospedaliera universitaria “Città della Salute” di Torino, inoltre, avevano offerto una consulenza per la valutazione del quadro clinico di Megalizzi. L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, aveva anche formalizzato con una breve nota al Ministro della Salute, Giulia Grillo, la disponibilità dei professionisti della Città della Salute a intervenire, come richiesto dalla famiglia del giovane, attraverso il console generale Adolfo Barattolo. Intanto, stanno arrivando via via i messaggi di cordoglio da parte del mondo politico e non solo. “Addolorato, una grave perdita. Questa notizia mi rattrista molto” ha subito commentato il presidente del Consiglio. “Antonio – ha proseguito Conte – era appassionato d’Europa. Un pensiero di grande affetto va alla sua ragazza e ai suoi familiari. Era un ragazzo che appariva pieno di vita nei racconti che mi sono stati fatti. Ci dobbiamo unire tutti in questo dolore per questa grave perdita”. Strasburgo intanto torna lentamente alla normalità: è finito ieri sera l’incubo terrorismo con l’uccisione di Cherif Chekatt, da parte di una pattuglia di 3 poliziotti contro la quale il 29enne aveva aperto il fuoco. Ma è denso il dolore per le vittime e per i feriti. Stamattina il mercatino è stato riaperto in un’atmosfera che mescola il sollievo alla tristezza. Le indagini, in nottata, hanno messo a segno un’altra operazione, fuori dai confini francesi. In Algeria è stato infatti arrestato Sami Chekatt, fratello di Cherif. 34 anni, è accusato di associazione per delinquere a scopo terroristico. Era anche lui nell’elenco degli schedati “S”, come Cherif, la lista che raccoglie gli elementi che rappresentano un pericolo per lo stato.

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