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APPLAUSI E INSULTI ALLA CAPITANA,”DEVONO STUPRARTI” CAROLA SCENDE E SI SCATENA FINIMONDO.

Applausi e insulti alla capitana,”devono stuprarti” 

Sono le 2:50 di notte quando i finanzieri salgono a bordo della Sea Watch che poco prima ha rischiato di schiacciare la loro motovedetta contro il molo, pur di attraccare in porto. Qualche minuto dopo dalla nave scende la ‘capitana’, Carola Rachete, che ha deciso di forzare per tre volte l’alt che le era stato imposto dalla Guardia di Finanza. Ma prima ancora che la comandante sbarchi a terra, sulla banchina del porto si scatena il finimondo.

Applausi e fischi da parte delle due fazioni che si sono radunate sulla banchina del porto, con quelli contrari allo sbarco dei migranti che usano parole pesantissime: “spero che ti violentino”, si sente tra l’altro in un video – che sta impazzando sul web – pubblicato dal senatore del Pd Davide Faraone, che era a bordo e che commenta: “Sono sostenitori di Salvini”. A guidare i due gruppi contrapposti sono altre due donne che rappresentano plasticamente le “anime” di Lampedusa, da sempre in lotta. Da un lato Angela Maraventano, la ristoratrice ed ex vice sindaco folgorata alcuni anni fa da Bossi sulla via di Pontida ed eletta nel 2008 al Senato con la Lega; dall’altro l’ex sindaco Pd Giusi Nicolini, ambientalista della prima ora e sostenitrice dell’accoglienza ai migranti, che l’allora premier Matteo Renzi portò con sé a una cena alla Casa Bianca con il presidente Obama come simbolo dell’ “Italia migliore”.

“È una vergogna – urla Maraventano rivolta verso la nave -. Qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nella nostra isola. Non fate scendere la capitana perché succede la fine del mondo, la dovete ammanettare subito”. La pasionaria leghista ne ha per tutti, anche per i parlamentari di sinistra che si trovano a bordo della Sea Watch: “Non fate scendere nessuno perché ci scappa il morto – aggiunge rivolgendosi alle forze dell’ordine – arrestateli tutti, anche i profughi”. Immediata la replica di Giusi Nicolini alla sua concittadina: “Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no. Devi vergognarti…”. Ormai sul molo si è scatenata la bagarre, tanto che le forze dell’ordine hanno il loro da fare per riuscire a tenere separate le due fazioni.

A cercare di placare gli animi ci sono anche Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa appena eletto al Parlamento europeo con il Pd, e il parroco dell’isola, don Carmelo La Magra. Ma la tensione sale alle stelle non appena la comandante scende dalla nave accompagnata dai finanzieri. Il gruppo guidato dalla Maraventano la copre di fischi e di insulti volgari: “Spero che ti violentino”. E ancora: “Zingara, tornatene in Olanda”. Lei, capelli rasta che incorniciano un viso da ragazza, si ferma per un attimo con lo sguardo rivolto verso la folla che non sembra tradire alcuna emozione. Poi sale sull’auto che la portera’ in caserma, dove le verranno contestate accuse pesantissime: violenza e resistenza a una nave da guerra e tentato naufragio, reati che prevedono pene comprese fra tre e 12 anni di reclusione.

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