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ARTE, LA “MADONNA COL BAMBINO RIDENTE” È DI LEONARDO DA VINCI

L’attribuzione a Leonardo Da Vinci è del professore Francesco Caglioti, ordinario di storia moderna all’Università Federico II di Napoli

Sensazionale scoperta a Londra, la “Madonna col Bambino ridente” è un’opera di Leonardo Da Vinci. L’attribuzione della terracotta (1472 circa) si deve al professore Francesco Caglioti, ordinario di storia moderna all’Università Federico II di Napoli, studioso di riferimento per la scultura del Quattrocento, curatore della mostra fiorentina con Andrea De Marchi. Finora era solitamente esposta come opera dello scultore fiorentino Antonio Rossellino (1427-1479), ma da ora in poi la “Madonna col Bambino ridente” sarà attribuita al giovane Leonardo da Vinci (1452-1519). Per la prima volta la piccola statua in terracotta (cm 49x27x24,5) è uscita dalle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra di cui fa parte dal 1858, per essere presentata, con la nuova attribuzione, nella mostra “Verrocchio, il maestro di Leonardo” ospitata a Palazzo Strozzi a Firenze dal 9 marzo al 14 luglio.

A Palazzo Strozzi questa terracotta con rare tracce di policromia – l’unica scultura esistente attribuita a Leonardo con criteri storico-scientifici attestati da un team di studiosi – è presentata in dialogo con una selezione di drappeggi dipinti su lino dallo stesso genio di Vinci, con i quali presenta riscontri puntuali. Analogamente può essere confrontata con altre celebri opere dell’artista-scienziato del Rinascimento, come l’Annunciazione degli Uffizi, la Vergine delle rocce e la Sant’Anna del Louvre di Parigi. Questa strabiliante Madonna non ha riscontri diretti e persuasivi con nessun’altra scultura del Rinascimento fiorentino, mentre ne ha moltissimi con i disegni e i dipinti di Leonardo, soprattutto giovanili, ma anche maturi”, spiega Francesco Caglioti. “Il suo stile originalissimo, la qualità svettante dell’invenzione e la fresca maestria dell’esecuzione, così combinati insieme, impediscono di rintracciare altre opere della stessa mano, malgrado che l’ambiente figurativo nel quale un simile exploit fu possibile sia ben individuabile pur nella sua complessità, sofisticata oltre misura – sottolinea Caglioti – Ritengo che questa Madonna non solo spetti al giovane Leonardo da Vinci entro la bottega di Verrocchio ma sia anche l’unico lavoro in rilievo che al momento dopo circa due secoli di ricerche accanite e perfino disperate in mille direzioni per Leonardo scultore, si possa serenamente riconsegnare ‘in toto’ alla sua autografia”. Restando a lungo nella bottega di Verrocchio, Leonardo dovette impararvi a modellare benissimo l’argilla, come ricorda Giorgio Vasari: “nella sua giovanezza di terra alcune teste di femine che ridono, e parimente teste di putti che parevano usciti di mano d’un maestro”.

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