BAMBOLE SEXY, SESSUOLOGA: È BOOM MA CHI LE USA RISCHIA

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La sessuologa Rosamaria Spina a Radio Cusano Campus ha parlato del boom delle bambole di plastica ma anche del nuovo fenomeno dei “sexy bambolotti”.

“Le sex dolls si sono molto evolute nel tempo fino a diventare un personaggio uomo o donna a tutti gli effetti, simulano in tutti i dettagli quello che può essere fisicamente un uomo o una donna al fine di corrispondere ai gusti di chi la compra. Sono molto costose perché si può scegliere tutto: dal colore dei capelli alla grandezza del seno. Ci sono modelli che simulano anche il calore del corpo umano e possono assumere svariate posizioni muovendo gli occhi come una persona in carne ed ossa. L’acquirente di queste bambole non cerca solo un oggetto sessuale ma spesso una ‘compagna di vita’ che va a sostituire, in un certo senso, quello che può essere un rapporto relazionale e personale con un altro essere umano, non si vuole solo un oggetto sessuale ma una partner a tutti gli effetti con cui condividere un’esperienza certamente sessuale ma anche sensoriale e relazionale”. “A livello sessuale – continua – le sensazioni che si provano durante la penetrazione di queste bambole sono molto simili a quelle di un corpo vero, vivo e reale, perché le caratteristiche anatomiche sono molto simili a quelle umane, la struttura del canale vaginale è realizzata con sostanze che l’avvicinano alla vagina di una donna vera. Le sensazioni fisiche corrispondono dunque molto a quelle di una penetrazione e di un rapporto sessuale con una donna in carne ed ossa. A livello psicologico si viene a creare anche in questo caso un coinvolgimento molto simile al reale, se un uomo infatti compra una bambola del genere, che ha un costo molto elevato, è sicuramente un uomo con difficoltà a confrontarsi con le donne nella vita reale. Dunque probabilmente avere questa bambola gli da l’impressione di avere una relazione con una donna. Non possiamo parlare infatti di una forma evoluta di masturbazione anche perché ci sono tanti sex toys che danno dal punto di vista sensoriale lo stesso effetto, qui parliamo della ricerca specifica di un contatto ‘umano'”.




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