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BASKET, ARRIVA SU NETFLIX “THE LAST DANCE”: DOCU-SERIE SU MICHAEL JORDAN

Dal 20 aprile, infatti, sarà disponibile il documentario “The Last Dance”

In tempi del coronavirus con lo sport fermo a tutti i livelli, per molti appassionati è stata l’occasione di rivedere in tv partite leggendarie, storie di campioni del presente e del passato. Per i più grandi la nostalgia di un passato più o meno glorioso, per i più piccoli l’opportunità di conoscere campioni che non hanno mai visto giocare o competere. Partendo da questa premessa, un’occasione straordinaria di conoscere un campione simbolo degli anni ’90 ce la regala Netflix. Dal 20 aprile, infatti, sarà disponibile il documentario “The Last Dance” che racconta a puntate l’ultima irripetibile stagione di Michael Jordan con la maglia dei Chicago Bulls nel 1998.

 

Jason Hehir, l’autore di questo attesissimo documentario, era un bambino sugli spalti del Boston Garden il 20 aprile 1986, il giorno in cui ha visto Jordan segnare 63 punti contro i Celtics un record per i playoff ancora imbattuto. Fu un regalo di Natale di suo padre, che accompagnò il pacchetto con un messaggio quasi profetico: “Due biglietti per l’Air Jordan Show”. Un regalo che Hehir non ha mai dimenticato, fino a portarlo a realizzare questa docu-serie in 10 puntate che racconta la vittoria del sesto titolo NBA di Jordan con i Bulls.

Otto ore di girato, costruite grazie a 10mila ore di filmati di archivio e più di 100 interviste. “Non la definirei una sfida, ma un privilegio”, ha detto Hehir nel corso di una intervista all’Associated Press. La messa in onda della serie è stata anticipata di due mesi per fornire ai tifosi affamati di contenuti qualcosa di nuovo da guardare durante la pandemia di coronavirus. Inizialmente, la ESPN aveva in programma di rilasciare il documentario a giugno, in coincidenza con le finali NBA di questa stagione. “Sono felice se possiamo portare un po’ di luce alle persone in un momento così buio”, ha detto Hehir. “Lo sport è una parte indelebile del nostro tessuto culturale e c’è un buco significativo per le persone nella vita di tutti i giorni”, ha aggiunto il regista.

Il lancio accelerato ha costretto Hehir e il suo staff ad un lavoro frenetico, complicato dalle difficoltà legate alla pandemia. “Stiamo lavorando ad un ritmo cinque volte superiore a quello normale per realizzare un documentario del genere”, ha spiegato. Il documentario va oltre il 1997-98, sebbene quella stagione sia il tema principale. Serve anche come retrospettiva sulla vita e la pallacanestro di Jordan, dai suoi giorni al college in North Carolin fino alla sua ascesa ai vertici della NBA. Hehir è consapevole che c’è grandissima attesa in tutto il mondo per l’uscita di questo documentario, perchè anche se sono passati più di 20 anni da quell’impresa leggendaria, Jordan continua ad essere un’icona indiscussa dello sport a livello planetario. Il regista americano ha incontrato l’ex stella dei Bulls più volte nel corso del progetto, realizzando tre interviste che fanno parte del documentario. “Spero che alla gente piacerà tanto quanto a noi”, ha concluso Hehir. 

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