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BATTERISTA-RICERCATORE TRADUCE IN NOTE LE LETTERE DEL DNA

Lo scienziato e batterista Paolo Soffientini svela il suono della vita con “Prote_IN Music”

“Ogni essere umano è geneticamente uguale al 99,4%, benché diverso. I suoi geni codificano per le stesse proteine che hanno la stessa identica funzione”: una verità scientifica pubblicata su ‘Nature’ nel 2015 che ora, recitata in 12 lingue, diventa il ritornello di una canzone ovvero la nuova fatica del ricercatore e batterista Paolo Soffientini. Lo scienziato con il progetto ‘Prote_IN Music’, traduce in note le lettere del Dna. Il suo ultimo spartito si intitola ‘Integrin part II-Connection’ e mette in musica il momento in cui le integrine, proteine coinvolte in numerosi processi chiave della cellula – sana e malata – mediano il legame tra spermatozoo e ovulo che dà origine all’embrione. La melodia svela il suono di una vita che nasce, le parole portano il messaggio di pace della scienza: “Siamo tutti diversi e tutti uguali. Basta muri, servono ponti”. Un invito che Soffientini rivolgerà al pubblico di ‘Cibo a regola d’Arte’, evento food promosso dal ‘Corriere della Sera’, in programma alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 16 al 19 maggio.

Lo scienziato, ricercatore di proteomica all’Ifom-Istituto Firc di oncologia molecolare del capoluogo lombardo, presenterà il suo nuovo brano il 18 al termine di un talk organizzato all’interno dello spazio ‘Orto delle idee’. Invitato non a caso a parlare di alimentazione: l’anno scorso ha debuttato come scrittore con il libro ‘Cent’anni da leoni’ (Mondadori), un manuale per vivere a lungo e bene, ma adattando i diktat della dieta sana ai ritmi moderni. A ‘vite spericolate’ come la sua, camice bianco di giorno e spirito rock la notte. “La parola chiave del mio intervento – anticipa – sarà ‘Alieno’, inteso come apertura a tutto quello che è o sembra diverso da noi e da ciò che conosciamo”. Nuovi alimenti, nuove persone, un nuovo Paese, un nuovo lavoro, una nuova vita. “Ho scelto di interpretare l’integrina – racconta Soffientini – proprio perché nelle cellule funziona come una specie di mediatrice culturale. E sulle note del processo biologico attraverso il quale permette la fecondazione, ho pensato di metterci la voce di 12 colleghi provenienti da tutto il mondo, giovani ricercatori, compagni di lavoro e di sogni, che lanciano un messaggio di integrazione e di uguaglianza nei loro idiomi d’origine. Italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, serbo, albanese e 4 lingue indiane: Marathi Malayalam, Kannada e Tamil” Che cos’è, quindi, e che cosa fa questa proteina? “Per cominciare non è una sola”, risponde lo scienziato.

“Le integrine sono una famiglia”. Biochimicamente si tratta di “eterodimeri formati da una subunità alfa e da una subunità beta che possono essere diverse (sono note 18 subunità alfa e 8 beta) e dar vita a combinazioni differenti”. Per funzione sono “proteine di adesione”, così dette perché “hanno il compito di connettere l’ambiente esterno alla cellula (matrice extracellulare) con la rete di strutture interne (citoscheletro intracellulare). Per questo mediano processi cellulari importanti come l’adesione, la proliferazione, la differenziazione, l’apoptosi” o morte programmata e, “se funzionano male, sono coinvolte in processi patologici come il cancro o malattie dermatologiche, renali, cardiache, del sangue e del sistema muscolo-scheletrico”.

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