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BERLUSCONI DA RETE 4 SPARA CONTRO TUTTI. MA SALVA CALENDA.

Dall’andante-adagio in stile chopiniano al crescendo di marca rossiniana con gran finale a colpi di tricchetracche, castagnole, scetavajasse, triccheballacche e putipù…

È la metafora dello show di Silvio Berlusconi ieri sera ospite di Barbara Palombelli su “La nuova Rete 4”, uno dei più antichi gioielli di famiglia.

Il Puttaniere Emerito ne ha per tutti in un crescendo di valutazioni. Un crescendo che alla fine diventa invettiva.

Dal vice premier nonché capo politico del M5s Luigi Di Maio (“inclassificabile per la sua nullità”) al premier Giuseppe Conte (“un brav’uomo al servizio di Di Maio e Salvini“); dall’occhiolino a Carlo Calenda, aspirante commissario del futuro segretario del Pd (“Mi piace il suo manifesto antipopulista”) al rottamato ex premier e leader del Nazareno Matteo Renzi (“Avviammo un discorso, ma con uno come lui fu impossibile portarlo a termine”); dal presidente Usa Donald Trump (“Non voglio parlarci, ha privato gli Stati Uniti del ruolo guida”) alla Cina (“È un pericolo, muove alla conquista del mondo, ha iniziato mangiandosi l’Africa); dagli elettori “coglioni che non lo votano più (“Non capiscono niente soltanto 6 su 100 mi hanno votato…”) alla politica (“mi fa schifo”), liquida.

È – per intenderci – quella stessa politica puttana e schifosa che gli ha consentito di arricchirsi, che gli ha regalato leggi ad personam e concessioni televisive all’ombra di cene eleganti e di dopocena giocosi sotto l’accattivante fruscio di bigliettoni, riti pagani notturni che trasformarono la Villa di Arcore in mangiatoia per giovani zoccole dai variegati gusti sessuali.

Dal Capo di Forza Italia al Capo del M5s. Scene e parole da opposti interni. Dalla rabbia dell’Immarcescibile Silvio alla riscrittura della Bibbia pentastellata da parte del Giggino di Pomigliano.

Cancellati dogmi e tabù, abbattuti gli originari totem. Da oggi sarà consentito fissare alleanze al livello locale con liste civiche. Inoltre i candidati alle prossime Europee dovranno avere una perfetta conoscenza della lingua inglese e dovranno essere dotati di titoli accademici. Di Maio, insomma, rispolvera Platone. E assicura di voler lavorare allo sviluppo dell’embrione della Nuova Aristocrazia Politica Pentastellata…

Staremo a vedere. “Domani è un altro giorno”, si dava coraggio Rossella ‘O Hara…

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