BOLOGNA, UN MARE DI SARDINE INVADE PIAZZA GRANDE CONTRO MATTEO SALVINI

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Si spengono le Stelle Grilline e spuntano le Sardine. Il Segno dei Quattro – non l’omonimo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle con protagonista il mitico Sherlock Holmes – lascia la firma in Piazza Maggiore, la Piazza Grande di Bologna cantata da Lucio Dalla. E’ accaduto – come è noto – che migliaia di persone hanno manifestato nella Città Felsinea in segno di dissenso verso la serata di avvio della campagna elettorale del centrodestra con Matteo Salvini e Lucia Bergonzoni nelle vesti di Primi Attori al PalaDozza. Piazza Maggiore, vista dall’alto, ieri sera era piena. Una Piazza festosa condita dai cori “Bologna non si lega”,  dalle canzoni di Dalla e dalla immancabile Bella Ciao.

Un successo non prevedibile, questo delle Sardine.

Un moto popolare spontaneo che indica come la Gente sia in cerca di facce pulite, simili a quelle grilline degli albori. Facce pulite, le Sardine bolognesi, con l’ago della bussola però ben orientato. A differenza dei barcamenanti  Cinquestelle che si stanno spegnendo sull’Altare degli Ignavi, sull’Altare di Quelli che si dichiarano “Né di Destra né di Sinistra” ma che poi finiscono col fare politiche di Destra.

Più di 11mila persone hanno risposto all’appello lanciato via Facebook da quattro ragazzi sei giorni fa, un appello in risposta alla convention leghista del PalaDozza,

Un mare di sardine attorno a Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, i Quattro organizzatori della prima “Rivoluzione ittica” della storia, Volevano radunare in un flash mob 6mila Sardine per superare il popolo leghista del PalaDozza, che ha una capienza di 5.570 posti. Ma l’’obiettivo è stato ampiamente superato. Piazza Maggiore, cuore di Bologna, si è riempita fino oltre il limite con 11mila persone con Sardine variopinte, al grido “Bologna antifascista” e “Bologna non si Lega”.

Ora la domanda è d’obbligo. Spunteranno Sardine dappertutto e si ciberanno dei voti in libera uscita dal M5s? Mah, la domanda forse è prematura. Forse i Quattro hanno voluto togliersi soltanto lo sfizio di fare i guastafeste di Salvini…

Di certo la Caccia Grossa ai voti Cinquestelle è iniziata, molti si pongono il quesito su dove andranno a finire i milioni di consensi che Luigi Di Maio sta continuando a dilapidare.

Come non mancano gli interrogativi sugli scenari politici, scenari oggi all’insegna della massima confusione. Una equivoca ammuina da voltastomaco. Trattasi di disgustoso spettacolo che istiga al turpiloquio Quanti ne seguono la poco edificante trama.

Non se ne può più di Matteo Salvini, Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti… E a proposito dei primi Due gira sempre più insistentemente la voce secondo la quale sarebbero destinati a finire alleati. Celebrante Denis Verdini,  il  Bancarottiere in odor di cappucci, grembiulini e compassi…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.




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