Bournemouth, massacrata di botte con coltelli e forbici: “Quei 20 minuti che hanno cambiato la mia vita”

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Helen Midgley-Bryant picchiata a sangue dal suo compagno nella loro casa a  Bournemouth in Inghilterra.

Bournemouth, Luke Dowdle, 43 anni, ha usato forbici, due coltelli e una tavola di legno con un chiodo da tre pollici per cercare di ammazzare la sua convivente Helen Midgley-Bryant di 53 anni. Raccapricciante storia di violenza domestica che arriva da Bournemouth, una località balneare sulla costa meridionale dell’Inghilterra. Helen ridotta in fin di vita e resa invalida dal suo ex compagno, ora corre il rischio di poterlo rincontrare: tra pochi giorni, Dowdle sarà scarcerato dopo cinque anni di galera. La vittima rivelò minuziosamente tutti i particolari di quell’orribile violenza: “Luke mi conficcò un cavatappi nel collo – spiegò la donna – durante un attacco perché era ubriaco e mi picchiò con una tavola di legno con un chiodo di tre pollici che spuntava da essa”. Il delinquente ha causato lesioni a ogni parte del suo corpo – troppe per essere contate dagli esperti – e l’ha lasciata con una ferita alla testa così profonda che il suo cranio era addirittura visibile.

Luke Dowdle

I vicini hanno sentito delle urla mentre Dowdle torturava la signora Midgley-Bryant e quando la polizia arrivò a casa sua trovò una “scena di devastazione”. Dowdle fu arrestato per tentato omicidio, ma accettò di dichiararsi colpevole di gravi danni fisici con l’intenzione e fu condannato a otto anni di prigione. Ma a distanza di cinque anni, la Midgley-Bryant – che ancora soffre di problemi di linguaggio a causa delle sue ferite – è stata avvertita che potrebbe essere rilasciato all’inizio di dicembre. La Midgley-Bryant ha dichiarato: “Non solo ha fatto del male a me ma anche altre donne con cui è stato”.  Dowdle  ora è pronto per la libertà condizionale dopo aver scontato meno della metà della sua pena. “Sarei potuta morire -ha continuato la  Midgley-Bryant – la ditta di pulizie ha dovuto pulire a fondo la mia casa due volte perché non riuscivano a rimuovere le macchie. Quei 20 minuti hanno cambiato la mia vita per sempre”. Poi ha continuato: “Non riesco ad aprire correttamente la mascella, quindi non riesco quasi a parlare. Non solo ho ancora le cicatrici ma ho anche una grave paranoia. Mentalmente devo continuare a controllare se qualcuno è dietro di me, ma fisicamente non posso perché non riesco a muovere il collo a sinistra. L’intera relazione è stata violenta dall’inizio alla fine, per essere onesti. Ho vissuto nella paura costante. Non potevo scappare da lui. Era solo molto coercitivo e controllato”.  La coppia ha continuato ad avere una relazione turbolenta di 18 mesi prima che Dowdle tornasse da una festa di quattro giorni confuso e pieno di rabbia, ha detto. Mi disse: “ Pensò che ci fosse stato un uomo intorno alla casa. Mi ha lanciato contro il tavolino da caffè. Poi dopo un minuto o due mi sono resa conto di quanto fosse grave tutto questo. Ho combattuto per la mia vita assoluta. Non me ne ricordo molto, ma ricordo di aver pensato di dover saltare fuori dalla finestra del salotto per scappare”.




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