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Calcio. Osimhen una freccia in più per il Napoli

Oggi con l'Atalanta in palio la finale

Il Napoli si gioca il suo destino in due partite. E forse anche quello di Gattuso, sempre nel mirino della critica, anche se a volte ingiustamente.
Osimhen partirà dalla panchina. Ma sarò fresco contro la Juventus. Due partite in cui il Napoli non può sbagliare. Mancano poche ore al match di ritorno di Coppa con l’Atalanta, il Napoli ci arriva incerottato, in pratica senza la difesa titolare, con molte incertezze e anche la rabbia per la sconfitta a Marassi. E tra De Laurentiis che prende tempo, espone il tecnico, lo delegittima ma non decide e Gattuso che medita la riscossa c’è Victor, l’investimento, il sogno, il progetto tattico e l’uomo copertina scelto dalla società: tre mesi senza campo, una serie di sventure, l’infortunio alla spalla.
Osimhen avrebbe potuto far parte dell’elenco ristretto delle punte che segnano il destino delle big del torneo. Ronaldo, Ibra, Lukaku, Immobile, mentre Dzeko, che pure aveva tutto per accomodarsi al tavolo, è un attimo indietro, in seconda fila, per la rottura con il tecnico della Roma, Fonseca. E invece Osimhen non ha potuto, non ha potuto accelerare la sua conoscenza con il torneo italiano, l’inizio a velocità inavvicinabile per i difensori, le squadre avversarie che non concedevano spazi al Napoli, rintanate in area, per evitare la falcata del nigeriano negli spazi.
E poi, alle prime, inevitabili, difficoltà, l’infortunio in nazionale, metà novembre. E il calvario, la riabilitazione, la distanza dal campo e la rabbia, fino alle festività natalizie, l’improvvida festa per il suo compleanno a Lagos, la quarantena. il rientro. Ora, tocca a lui e non solo per l’investimento complessivo da 70 milioni di euro della società. Lo ha voluto Gattuso, così De Laurentiis. È il momento, con i gol, di mettere sul tavolo una tregua tra i due, in attesa che il presidente chiuda la crisi, anche mediatica, che ha volutamente inaugurare.
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