CASO LAMBERT: COSCIONI, “NESSUNA EUTANASIA, NO A STRUMENTALIZZAZIONI” 

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“È stato applicato a un disabile non terminale un percorso di sedazione palliativa profonda continua, non un atto di tipo eutanasico. Mi è tornato in mente il messaggio che ci aveva lasciato Marina Ripa di Meana, che con quel ‘fatelo sapere’ ha coinvolto tutti, dicendo che la sedazione palliativa profonda è un modo per poter attenuare dolore e sofferenza ed andarsene senza angoscia”. Lo ha detto Maria Antonietta Farina Coscioni, fondatrice dell’Istituto Luca Coscioni e membro del Partito Radicale, commentando la notizia della morte di Vincent LAMBERT, l’ex infermiere di 42 anni che si trovava in stato neurovegetativo da circa 11 anni. “La non terminalità della condizione – ha continuato – ha creato anche quel conflitto all’interno della famiglia. Io credo che in questo caso si debbano evitare contrapposizioni ideologiche, speculazioni e strumentalizzazioni. Non si tratta di un torneo dove si scontrano due tifoserie opposte”. Coscioni ha aggiunto: “Mi preme dire che in Italia esiste un testo di legge presentato in Senato a firma del senatore Andrea Marcucci. L’Istituto Luca Coscioni vuole allargare la platea dei beneficiari delle cure palliative e della terapia del dolore, che andrebbero garantite in Italia affinché non si debba ricorrere a soluzioni drastiche”, ha concluso.




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