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Caso Regeni, stop a relazioni con l’Egitto

La decisione del presidente della Camera Fico dopo il flop delle indagini su Carlo Regeni.

La terza carica dello Stato, il presidenre della camera Roberto Fico ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Egitto dopo l’ennesima spedizione senza esito dei pm italiani al Cairo per le indagini sulla morte di Giulio Regeni. Così Fico, intervistato al Tg1:”Con grande rammarico annuncio ufficialmente che la Camera dei deputati sospenderà ogni tipo di relazione diplomatica con il Parlamento egiziano fino a quando non ci sarà una svolta vera nelle indagini e un processo che sia risolutivo”. Si tratta di un gesto simbolico, ma che dimostra la tensione tra i due Paesi. La conferenza dei capigruppo ha approvato all’unanimità la decisione.

Nelle scorse ore la Procura di Roma, in assenza di collaborazione con gli investigatori egiziani, aveva annunciato di voler iscrivere nel registro degli indagati cinque agenti del Cairo. Il capo di imputazione:  “omicidio e depistaggio”. Era il 3 febbraio 2013 quando il ricercatore italiano fu trovato morto ad Alessandria con segni di torture sul corpo. Da quel giorno i familiari attendono risposte sui responsabili dell’omicidio. Ad aprile 2016 il governo italiano aveva provveduto al ritiro dell’ambasciatore, in attesa di chiarimenti sul caso, ma la decisione era stata poi rivista il 14 agosto 2017. Il primo strappo nelle scorse ore è avvenuto a livello giudiziario con la decisione della procura di Roma di indagare gli agenti del Cairo. Un atto ritenuto inevitabile dal procuratore Giuseppe Pignatone, che ha stabilito il fallimento della via diplomatica. Il presidente della Camera ha, dall’inizio della legislatura, annunciato che sul caso Regeni avrebbe preso posizione e cercato di portare avanti il dossier.

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