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CATENACCIO & CONTROPIEDE. SUL CAMPO DEL LIVERPOOL IL NAPOLI PROPONE IL CALCIO DI UNA VOLTA…

Un gol senza gioia, una pennellata d’artista, una stoccata-capolavoro simile a quella di Dybala affondata durante la notte precedente contro l’Atletico Madrid.

Dries Mertens firma il gol del vantaggio del Napoli senza esultare. Come appaiono composte le felicitazioni dei compagni di squadra.

Il gol è la vendetta del Giocatore belga, il Goleador che il Presidente-Padrone aveva definito marchettaro.

E’ uno schiaffo al Capo della Società. E’ un gol-panettone. Ma la leccornia è all’arsenico.

Il gol di Mertens è l’unico bagliore di un primo tempo con il Liverpool a fari spenti e con il Napoli proteso ad amministrare il vantaggio

18 partite, 18 formazioni diverse. Senza Calleijon e senza Insigne, Carlo Ancelotti propone l’ennesima sperimentazione. E per l’occasione in campo si rivede il classico gioco all’italiana tutto catenaccio e tutto contropiede.  Il calcio di una volta, quello caro a Nereo Rocco e a Gianni Brera.

90 minuti nel corso dei quali i Rivoltosi, gli Ammutinati posti in prima fila sul banco degli imputati dimostrano il proprio valore. E’ la notte di Allan, Koulibaly e Mertens. Koulibaly – salvando un gol fatto – pareggia il conto con l’autogol fatto contro la Juve.

Ritorno all’antico, al calcio di una volta, dunque. Ma rispetto agli scarabocchi disegnati dalla Squadra in occasione delle precedenti deludenti esibizioni forse il ritorno al gioco del tempo che fu potrebbe essere la soluzione migliore per una Panchina estranea all’evoluzione calcistica del Terzo Millennio.

Detto ciò nel secondo tempo poco può il Napoli contro l’iniziativa dei Padroni di casa che riescono a pareggiare ma non a vincere. Non fa  un figurone, il Napoli. Ma riesce a salvare la faccia nonostante l’assedio dei Padroni di Casa.

Morale della favola, il Napoli salva la pellaccia e mette in cassaforte la qualificazione agli Ottavi di Champions. Una prestazione e un risultato che potranno passare alla storia come prodromi dell’annunciato armistizio. Chi vivrà vedrà.

Ps. Avviso agli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dalla scrittura corrente sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola. Amen!

27/11/2019   h.23.00

 

 

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