Breaking News

CENTO ANNI FA NASCEVA PRIMO LEVI

Si celebra oggi il centenario della nascita di Primo Levi. Da ottobre la mostra dedicata allo scrittore

“Scrivo perché sono un chimico”. Uomo di scienza e scrittore, Primo Levi oggi avrebbe compiuto 100 anni. Con “La tregua” (1963), vero e proprio diario di viaggio; “Il sistema periodico” (1975) con riferimenti alle sue conoscenze di chimica, lo scrittore italiano lascia una grande impronta nella cultura europea e, grazie alla sua preziosa testimonianza, rappresenta oggi una delle voci più importanti dell’Olocausto. “Le sue parole – afferma Sergio Mattarella – sono divenute un insegnamento per donne e uomini incamminati sulla strada della democrazia, dell’uguaglianza dei diritti, della convivenza tra le religioni”.

 

Gli studi, la deportazione

Dopo essersi diplomato nel 1937 al Liceo classico Massimo D’Azaglio di Torino, Levi si iscrive alla Facoltà di Chimica e si laurea nel 1941. Proprio durante i primi anni di università entrano in vigore le leggi razziali, una serie di leggi discriminatorie contro i cittadini ebrei applicate dalla Repubblica Sociale Italiana di Benito Mussolini. Tali leggi riportavano la definizione di razze ed escludevano gli ebrei da qualsiasi contesto sociale, lavorativo e scolastico. Nel 1942 si trasferisce a Milano e lavora in un’azienda farmaceutica svizzera. Nel febbraio 1944, Levi viene catturato dai fascisti e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia, dove rimane fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa nel 1945. Fu infatti, uno dei venti sopravvissuti al campo. Giunto di nuovo nella sua città natale, Levi comincia subito a scrivere un testo capace di raccontare e testimoniare l’orrore e le vicende del periodo di prigionia nei lager nazisti. Nel 1947 viene pubblicato, infatti, il libro-testimonianza Se questo è un uomo.

“Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.”

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

 

La mostra

In Italia e all’estero sono già in programma le iniziative volte a ricordare la sua storia. Da ottobre a dicembre 2019, infatti, nelle sale di Palazzo Cisterna nel centro di Torino, si terrà la mostra dedicata alla scrittore curata da Fabio Levi. La mostra, che verrà inaugurata giovedì 10 ottobre, è suddivisa in sei sezioni: Carbonio, Il viaggio verso il nulla/ Il cammino verso casa, Cucire parole, Cucire molecole, Homo Faber, Il giro del mondo del montatore Tino Faussone.

“Il senso di una mostra su Primo Levi non sta nel raccontare con altre parole quello che il grande scrittore ha saputo così bene narrare con le sue –  spiega Fabio Levi – ma piuttosto nel mettere insieme linguaggi diversi per condurre il visitatore ad incontrare i tanti mondi di Levi”

 

Loading Facebook Comments ...

leave a reply