Chef Cracco, la cucina ora è universale, l’Italia ha perso primato

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Cracco: lo spirito sta nella contaminazione, così si evolve e detta tendenze

”La cucina è ormai diventata universale. Non c’è più solo il primato italiano. Nel tempo la cucina si evolve da sola. Non segue le persone ma il suo spirito che è la contaminazione di culture, sapori, esperienze. Proprio per questo anticipa e detta tendenze”. Lo ha detto all’ANSA Carlo Cracco, che nei giorni scorsi a Roma ha ottenuto il massimo riconoscimento dal Gambero Rosso, le Tre Forchette, e ora riprende la corsa per le stelle Michelin che saranno assegnate a Piacenza il 6 novembre. ”La cucina – ha sottolineato lo Chef – arriva prima degli altri, perché è una sintesi della terra, del mare e della capacità di trasformare i loro frutti, ma bisogna guardare al futuro che può essere molto meno problematico se si rimane a mente aperta, pronti all’innovazione. Il ristorante – ha detto Cracco – non è una Chiesa, dove si crede o non si crede. La ristorazione deve mantenersi un luogo laico, creativo, un tempio della trasgressione. Noi Chef – ha aggiunto – cerchiamo sempre di dare un tocco unico alla cucina, legato alle nostre caratteristiche. La mia “ricetta” ideale, quando mi propongo sui mercati esteri, è un mix di creatività e di italianità. E credo anche che al Nord abbiamo forse un tocco di creatività in più: da noi – secondo Cracco – il cambiamento è normale. Forse perché un cuoco al Sud ha una base di tradizione più solida e una vasta scelta di produzioni di territorio”. E in occasione della presentazione della guida “Ristoranti d’Italia 2020 del Gambero Rosso” Cracco ha sottolineato come sia stato ”un bene” il cambiamento apportato dai curatori al sistema dei punteggi, ora con 50 punti per la cucina (fino lo scorso anno 60), 30 per la sala (prima 20), 20 per la cantina (invariato). Mentre il bonus restringe il suo raggio d’azione (1 solo punto). ”Ora la spunta – ha concluso – chi fa squadra tra accoglienza, sala e cucina. Un mix di qualità inscindibili”.




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