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Cinema: 45 anni di “Profondo Rosso”, un successo senza fine

 Il 7 marzo del 1975 veniva proiettato nelle sale italiane “Profondo Rosso”, capolavoro di Dario Argento che cambiò profondamente il modo di fare horror.

Il film, che domani compirà 45 anni, segna secondo i critici il punto di svolta del regista dalla prima fase thriller a quella horror. Per gli effetti speciali di Rambaldi, la musica dei Goblin, la trama intricata e la regia di Argento il film fu un successo immediato. Entrò nell’immaginario collettivo sin dalla sua prima e ancora oggi viene definito un caposaldo del genere. Con 3 miliardi e 700 milioni di lire dell’epoca divenne il decimo maggiore incasso della stagione. Il titolo, dato per la predominanza del rosso – sia nelle scenografie che per la quantità di sangue – fu scelto dopo aver scartato “La tigre dai denti a sciabola” e “Chipsiomega”. 
Dario Argento, regista e produttore cinematografico italiano

Il primo, Argento disse, fu messo in giro solo per “prendersi gioco della stampa” ed era in linea con i precedenti lavori: ‘L’uccello dalle piume di cristallo’, ‘Il gatto a nove code’ e ‘Quattro mosche di velluto grigio’. Il secondo invece era il risultato delle ultime tre lettere dell’alfabeto greco. Il film, ambientato tra Roma e Torino per disorientare la percezione dello spettatore, fu l’ultima pellicola in cui recitò Clara Calamai, una delle principali dive italiane durante il ventennio, scelta proprio perché Argento voleva un’attrice un tempo famosa e via via dimenticata. Infatti le foto che l’attrice, mamma di Carlo nel film, mostra a Marcus sono proprio le vere foto di repertorio di Calamai. Le scelte del cast furono ben ponderate. Come David Hemmings, protagonista del film, fu scelto perché era un virtuoso del pianoforte anche nella realtà. Ad interpretare Gianna Brezzi, giornalista che aiuta Markus, fu invece Daria Nicolodi, con cui Dario Argento ebbe una relazione e che sarà poi la madre di Asia.

Nel film fa un piccolo “cameo” Dario Argento, o meglio le sue mani, visto che come in quasi tutti i film del regista romano sono sue le mani dell’assassino. Come del resto il famosissimo “Spoiler dello specchio”, un gioco fortemente voluto dal regista quasi come volesse correre qualche rischio in più per far scoprire chi è l’assassino. L’opera segnò il Cinema anche oltre la Penisola. L’idea dell’omicidio nell’acqua bollente che si vede all’interno di ‘Profondo Rosso’, fu poi ripresa nel secondo capitolo della serie ‘Halloween’ firmato da Rick Rosenthal. Nel mercato giapponese invece arrivò dopo ‘Suspiria’, film del 1977, è per questo motivo fu proiettato come ‘Suspiria II’. Il film, che per l’enciclopedia Garzanti “è summa e manifesto del suo thriller barocco e visionario”, ispirò un corto del 2000 girato dallo stesso Dario Argento in cui il regista nei panni dell’assassino uccideva ad uno ad uno i componenti del gruppo progressive rock dei Daemonia. Mentre nel 2007 l’opera divenne anche un musical teatrale musicato da Claudio Simonetti e diretto da Marco Calindri, con la stessa trama e la supervisione artistica di Dario Argento.
 
 
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