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CINQUESTELLE E DEM COME I GREMLINS, I MOSTRICIATTOLI DEL DIVERTENTE HORROR

Schifiltosi, litigiosi, rissosi, dispettosi, repellenti. Roba da Gremlins, i mostriciattoli dell’ironico e paradossale horror cinenatografico. Oggi sono i Cinquestelle e i Dem i protagonisti del remake. E – ad assistere ai primi passi dell’intesa tra M5s e Pd sul nascente Governo – la tentazione di lasciarsi andare al turpiloquio è forte. Mi trattiene il retaggio di avere studiato dai Gesuiti e di essere consapevole che è peccato profferire parolacce. Sennò si finisce all’Inferno. Mi rendano giustizia, allora, Quanti non hanno studiato dai Gesuiti. E con forza e coloritamente esprimano lo sdegno, proprio e quello del sottoscritto.

Detto ciò, sono inascoltabili quei Cinquestelle che pretendono di fare l’esame del sangue ai Dem dopo essersi prestati a fare da zerbini a Matteo Salvini, dopo aver salvato lo Stesso dal processo, dopo averne tollerato ogni genere di nefandezza, di sgrammaticature istituzionali, di straripamenti in campi altrui e dopo aver consentito al Leader della Lega forme inaccettabili di crudeltà verso i migranti, dopo aver assistito passivamente all’imbarbarimento,  all’incattivimento e all’arretramento culturale del Paese ad opera del Stesso. Tacciano per pudore, guardino avanti, ragionino in termini politici, i Cinquestelle. E non facciano gli shifiltosi verso il Pd dopo avere attinto a piene mani il letame leghista.

E Se poi trovano insopportabilmente repellenti i Dem, i Cinquestelle non votino la fiducia a Conte, vadano al voto e regalino il Paese a Salvini (il Leader Leghista può vincere soltanto a breve termine altrimenti è finito) e se ne tornino a casa,. Perché grazie alle genuflessioni di Luigi Di Maio al Capo del Carroccio loro a casa ci tornano. Eccome ci tornano!

Luigi Di Maio parli poco e si faccia vedere in giro il meno possibile, la sua manifesta Debolezza ha fatto da passepartout a tutte le nefandezze salviniane. Faccia altrettanto Alessandro Di Battista, un po’ Disertore e un po’ inutile Grillo Parlante. Si dia spazio a Roberto Fico e a Nicola Morra, si cerchi di recuperare il Comandante Gregorio De Falco… E non si trasformi in questione di vita o di morte il taglio del numero dei Parlamentari. E’ una misura-bandiera che piace alla maggioranza degli italiani ma che certamente non ne cambia la vita. Oscurata nell’occasione la Piattaforma Rousseau (la nuova linea è stata decisa tra gli Intimi di Casa Grillo), la si ridimensioni nel ruolo, sia soltanto un misuratore del sentiment degli iscritti e nulla più. La prossima consultazione sarà telecomandata – vedrete – da un quesito che contiene già la risposta. Uno strumento che premia chi ha perso in un anno 6 milioni di voti è – del resto – quanto meno sospetto. Serietà – allora – e si pensi a costruire il Partito!

Nel Pd ci si affidi a Nicola Zingaretti, a Dario Franceschini a Goffredo Bettini e a Graziano Delrio; si recuperi la vicinanza con Pier Luigi Bersani; Matteo Renzi – già appagato per aver fatto superare senza danni la bufera alle sue Legioni senatoriali – si tenga in disparte. E si lasci perdere il Pariolino in cerca d’Autore Carlo Calenda, Uno che si crede Chissàcchì e che ora vuole costruirsi il proprio giocattolo-partito. Già scritto che fine farà il Balocco Calendiano.

Tra Cinquestelle e Dem – per concludere – basta chiacchiericcio, parole in libertà e si evitino inutili e dannose polemiche rivolte al passato. Abbiano la capacità di proiettarsi verso il futuro! Sempre che Costoro ne abbiano la capacità e che vogliano fare sul serio…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

 

30/08/2019   h.07.50

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