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CONTE FREMA TRIA SULLE BANCHE: “NESSUN ATTACCO, RESTIAMO LUCIDI”

La crescita, per Conte, è condizione necessaria ma non sufficiente per soddisfazione di vita

Il premier, Giuseppe Conte, parlando al Festival Nazionale dell’Economia Civile a Firenze in merito alle preoccupazioni espresse dal titolare del dicastero di via XX Settembre, Giovanni Tria sostiene: “Non mi sembra che ci siano i presupposti per parlare di attacco alle banche, conserviamoci tutti lucidi”. “Adesso dobbiamo sicuramente varare e licenziare al più presto il decreto per i truffati delle banche – ha annunciato -. Lo abbiamo detto: c’è solo qualche aspetto tecnico e domani vedo anche il ministro Tria. Va varato assolutamente al più presto il decreto”. “Fin dal mio insediamento mi sono definito come avvocato del popolo” e “adesso voglio essere garante di un nuovo patto sociale tra i cittadini e con i cittadini, e le istituzioni dovranno essere custodi di questo patto”.

La crescita economica non basta per valutare il livello di soddisfazione dei cittadini. Serve ampliare gli strumenti, affiancando al Pil il Bes, indice che misura il benessere equo e sostenibile. Una precisazione rimarcata da Conte nel giorno in cui il ministro Tria, ammette che la crescita economica è ferma e tende allo zero. “La crescita economica – avverte Conte – è condizione necessaria ma non sufficiente per produrre soddisfazione di vita. Occorre considerare altri indicatori, altrettanto fondamentali: la salute, l’ambiente, la qualità della vita, la sostenibilità e la protezione dei beni comuni. Tutti fattori che contribuiscono ad accrescere il cosiddetto Benessere equo e sostenibile, indice di misurazione della crescita, altrettanto importante, rispetto al tradizionale e famoso Pil”. Questi elementi di misurazione, che passano in sottordine rispetto agli indicatori convenzionali, hanno ispirato sia Quota 100 che il reddito di cittadinanza. “Nella medesima prospettiva riformatrice del reddito di cittadinanza – ha premesso il presidente del Consiglio – orientata alla ricostruzione di un rapporto di fiducia e alla ricomposizione di un quadro sociale profondamente lacerato a causa delle politiche economiche perseguite negli ultimi anni, si inserisce anche Quota 100”.

Provvedimento che, ha detto ancora Conte, “rappresenta una soluzione riparatrice in favore di un’intera generazione di lavoratori che, a causa della riforma del 2011, ha visto improvvisamente aumentare di molti anni l’età pensionabile. È stata una grave violazione del patto sociale, suscettibile di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. “Sin dal mio insediamento – ha poi ricordato Conte – mi sono definito, un po’ arditamente, ‘avvocato del popolo’ ed è un mandato a cui desidero adempiere, con l’impegno di essere garante di un nuovo patto sociale, tra i cittadini e per i cittadini, per preservare le condizioni di uno sviluppo economico autenticamente umano. Le istituzioni quindi dovranno essere custodi di questo patto, coltivando la fede pubblica”.

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