CONTI PUBBLICI, L’EUROPA AVVERTE TRIA: UNA SETTIMANA PER DARE RISPOSTE

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Eurogruppo ed Ecofin invitano Tria a restare in linea con il bilancio

Dalle riunioni di Lussemburgo filtra l’insoddisfazione di Eurogruppo, Ecofin e Commissione delle indicazioni fornite dal ministro italiano dell’Economia, Giovanni Tria, sull’impegno del governo a restare in linea con le regole di bilancio. Tanto che sia i ministri, anche se tutti disponibili a trovare un accordo per evitare la procedura sul debito, che l’esecutivo europeo avrebbero dato – riporta Radiocor – una settimana a Tria per fornire risposte esaurienti e dare una valutazione approfondita sulla situazione italiana. La scadenza successiva sarà quella del 9 luglio, quando l’Ecofin potrebbe lanciare ufficialmente la procedura. A quanto risulta per Bruxelles non sono sufficienti l’uso dei 2 miliardi che erano stati congelati fino a giugno e neppure i risparmi di spesa e le maggiori entrate di cui parla il Tesoro in corso d’anno. Emerge l’idea di replicare il congelamento di un ammontare da usare quest’anno nel caso in cui effettivamente non fossero rispettati gli impegni 2019. Occorre poi un piano credibile di riduzione del debito con gli impegni per il 2020 e oltre, impegni assunti formalmente dall’intero governo. Tria sostiene, nei suoi incontri europei come in Parlamento, che l’Italia sarà nelle condizioni di abbassare il suo deficit dello 0,2 per cento, Ma Mário Centeno si schiera completamente dalla parte della Commissione Europea invitando Roma a risanare i suoi conti. Centeno – portoghese, presidente dell’Eurogruppo, organo dove siedono i 19 ministri delle Finanze dell’area euro – dice: “L’apertura di una procedura basata sul debito è giustificata.

L’Italia è invitata a prendere le necessarie misure per rispettare il Patto di Stabilita”. Il senso di queste parole è chiaro: i governi nazionali, attraverso l’Eurogruppo, prendono posizione contro il nostro Paese. Il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, è felice di questo appoggio: “Ringrazio Centeno per il chiaro sostengo che ha dato all’analisi della Commissione. Continueremo questa nostra analisi che potrà portare all’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia, ma resto in ascolto dei nuovi elementi che Roma potrà presentare”. Per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la posizione è quella spesso ripetuta di recente, che prova a tenere insieme le pressioni della maggioranza senza urtare Bruxelles: “Ridurre le tasse fa parte del programma di governo. È obiettivo comune andare avanti sul taglio delle tasse ma i conti devono restare in ordine”. Così il premier prima dell’inizio del Summit Med-7 a La Valletta. “Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare. In questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e 2020″.




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