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CORI RAZZISTI, ANCELOTTI CONTRO SALVINI: “AL PRIMO SEGNALE VIA DAL CAMPO”.

Si accende lo scontro dopo gli episodi di violenza per il match Inter-Napoli. Mister Ancelotti conferma la linea dura

I fatti di sangue della notte folle di Inter-Napoli hanno portato tumulti e confusione a livello mediatico e Ancelotti e il suo Napoli sono pronti ad abbandonate il campo in caso di cori razzisti. Tante sono le posizioni che si sono succedute nel corso delle settimane, sia quello accadute sugli spalti che fuori allo stadio. Qualcuno dice che la partita va fermata nel momento in cui si sentono cori di natura razziale, mentre altri separano ciò che accade in campo dal resto, asserendo che quindi questa non sia la cosa giusta da fare e ritenendo inutile tale gesto. Al termine della riunione dell’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, il ministro dell’interno Matteo Salvini ha detto esplicitamente che non è assolutamente d’accordo con l’interruzione delle partite per i cori razzisti: “Il tema della sospensione delle partite è scivoloso perché è un funzionario del ministro dell’Interno che si prende l’onere di dire sì o no. Poi si rischia di mettere in mano a pochi il destino di tanti, e chi decide il criterio di discriminazione? Ricordo che in Milan-Juve i buu dei tifosi rossoneri erano per Bonucci: chi decide se quella è discriminazione? Servono criteri oggettivi che in questo caso sono difficilmente individuabili, quindi sono contrario alla sospensione delle partite”.

La risposta del Napoli non tarda ad arrivare. Fonti della società azzurra riferiscono che si continuerà a seguire la linea dettata dal mister Carlo Ancelotti, che dopo Inter-Napoli ha detto in conferenza stampa che il Napoli abbandonerà il campo in futuro in caso di altri cori discriminatori: visto che il direttore di gara per l’occasione non ottemperó alle sue richieste di sospendere la partita: “La prossima volta lasceremo il campo noi e al limite ci daranno partita persa”. Il regolamento UEFA dà ragione all’allenatore: da regolamento, alla prima avvisaglia di cori finalizzati alla discriminazione razziale o territoriale, l’arbitro è tenuto a sospendere momentaneamente la partita e a diffondere un annuncio, tramite lo speaker. Alla seconda infrazione le squadre dovranno essere richiamate a centrocampo, mentre un secondo annuncio sarà diffuso dagli altoparlanti. Se la situazione non dovesse migliorare, la terza sospensione potrebbe portare all’interruzione definitiva del match, una decisione riservata in questo caso al responsabile dell’ordine pubblico. Va quindi sottolineato come quella di Salvini resti nulla più che una sua opinione, in quanto il ministro degli interni non ha l’autorità di cambiare un regolamento di natura sportiva quale quello UEFA.

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