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Coronavirus: pediatri “indagano relazione con malattia Kawasaki”

Potrebbe esservi una correlazione tra il nuovo coronavirus, Sars-Cov-2, e la malattia di Kawasaki, una infiammazione sanguigna che colpisce i bambini.

“Abbiamo avviato una fase di monitoraggio”, spiega all’AGI Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria. “Abbiamo cominciato a raccogliere, da qualche settimana, una serie di dati, che indicano la presenza della malattia di Kawasaki in alcune aree del paese, in particolare in Lombardia, Piemonte e Liguria”. In una lettera inviata ai pediatri italiani, che l’AGI ha potuto leggere, la Sip sottolinea che “in una percentuale non trascurabile di casi la malattia si è presentata con un quadro clinico incompleto o atipico e ha manifestato resistenza al trattamento con immunoglobuline endovena e tendenza all’evoluzione verso una sindrome da attivazione macrofagica, che ha richiesto trattamenti aggressivi e, non di rado, il ricovero in terapia intensiva”.

“Una quota significativa di questi bambini con malattia di Kawasaki – prosegue la lettera – ha presentato, in occasione del ricovero o nelle settimane precedenti all’esordio, un tampone positivo per il virus SARS-COV-2 o ha avuto contatti con pazienti affetti. Alcuni sono risultati positivi alla sierologia per il Coronavirus, nonostante i tamponi fossero negativi”. “Non è chiaro – sottolinea la lettera – se il virus SARS-COV-2 sia direttamente coinvolto nello sviluppo di questi casi di malattia di Kawasaki o se le forme che si stanno osservando rappresentino una patologia sistemica con caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki, ma secondaria all’infezione. Ciò nonostante, l’elevata incidenza di queste forme in zone ad alta endemia di infezione da SARS-COV-2 e l’associazione con la positività dei tamponi o della sierologia, suggerisce che l’associazione non sia casuale”.

L’aumento di casi di malattia di Kawasaki è stato segnalato anche in Gran Bretagna. Secondo l’alert diramato dai responsabili del sistema sanitario nazionale (Nhs), la preoccupazione è che “una sindrome infiammatoria correlata” al Covid-19 si stia diffondendo tra i bambini. Chris Whitty, chief medical officer e principale consulente del governo britannico in tema di sanità, ha dichiarato che è “del tutto plausibile” che l’aumento di questi casi sia legato all’epidemia di Covid-19, mentre il ministro della Sanità Matt Hancock si è detto “molto preoccupato”. I vertici dell’Nhs, intanto, hanno promesso che indagheranno su quanto sta avvenendo.

 

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