Breaking News

Covid 19, i giorni della paura: come salvare la mente e sopravvivere al nuovo Mondo che verrà

Si muore di covid 19 ma non per il cambiamento, #tuttoandràbene se riusciremo ad essere realisti 

Sono i giorni della paura, il Covid 19 è scoppiato come una bomba atomica nelle nostre vite. Siamo deprivati di “tutto”. Un cambiamento dello stile di vita troppo rapido a cui ciascuno fa fatica ad adattarsi. La verità è una: siamo stressati e impauriti, ma il panico è sotto traccia perché è certa la convinzione che #tuttoandràbene che #tuttofinirà e ritorneremo a “sbronzarci” di vita come prima. No, non andrà così. In questi giorni dobbiamo restare in stand by su noi stessi e guardare la realtà negli occhi, con coraggio: nulla sarà come prima. Ma attenzione, si muore di covid 19 ma non a causa del cambiamento dello stile di vita. Dunque, prima iniziamo a organizzarci, a disegnare nuovi scenari, nuovi confini e, ancora, altre modalità di relazionarsi e prima saremo pronti a ri-nascere nel nuovo Mondo. Perché prima di rientrare in un bar, al ristorante, prima di riabbracciare chi amiamo, ci vorrà tempo. E quando accadrà, lo faremo rigorosamente protetti da guanti e mascherine. Basta vedere cosa accade ora in Cina, nello Wuhan e non solo.

 

“L’individuo oscilla spesso tra un legame di dipendenza dalla società, che, però, lo fa sentire sicuro in quanto circondato e radicato, ed una situazione di isolamento, di solitudine opprimente. La rottura del cordone ombelicale che unisce psicologicamente l’individuo alla società, di rado coincide con la maturità nell’autonomia, con la capacità di instaurare normali rapporti con la natura e gli uomini”. (Erich Fromm)

Le immagini sono inequivocabili: ritorno lento alla “normalità” ma non quella  normalità pre-Covid. Poi passerà il tempo e riusciremo a ubriacarci di vita. Ma ce ne vuole! Essere realisti ora significa mantenere integro il nostro sistema psichico. Sentimenti ed emozioni non si modificano, ma il loro livello sì. L’individualità non può ontologicamente prescindere dalla relazionalità e dalla ragione. L’essere umano si può considerare come il sistema complesso e dinamico per eccellenza. Da un punto di vista interpersonale è possibile osservarlo in una visione di continuo scambio con l’altro da sé, realizzato all’interno della relazione instaurata con quest’ultimo. Proprio per questo la relazione, che assume un ruolo imprescindibile nella nostra vita, va tutelata e, oggi, ri-programmata.

Le difficoltà che l’essere umano in quanto essere-in-relazione, sta affrontando in queste settimane sono notevoli: sono in aumento tutti i fattori di stress, manifestazioni psicosomatiche e i disturbi dell’umore. Lo “stresso metro” segna +13% rispetto a rilevazione scorsa settimana. E’ il risultato dell’indagine periodica realizzata dall’Istituto Piepoli per conto dell’Ordine nazionale degli Psicologi. Secondo l’analisi dell’istituto di ricerca, il 75% degli intervistati considera il Coronavirus una rilevante causa del proprio stato di stress. Un aumento del 25% rispetto alla scorsa settimana dovuto probabilmente a una piena presa di coscienza da parte degli italiani. Ma facciamo un passo indietro e teniamo a mente che tutto quello che oggi assorbiamo come una spugna potrebbe portarci a vivere disturbi post-traumatici anche di una forte entità.

Come affermava Erich Fromm nel suo libro Anatomia della distruttività umana, l’uomo nutre un costante bisogno di instaurare nuovi legami con i suoi simili. Questa possibilità promuoverebbe un equilibrio psichico e impedirebbe all’essere umano di avvertire un senso di profondo smarrimento o isolamento. Dunque? Realisti. Affacciamoci ai balconi e alle finestre è osserviamo il mondo che sta cambiando, vivere questa emergenza come un sogno ci allontana dallo scenario realistico della vita che verrà. Prima ci attrezziamo e più morbido sarà l’atterraggio sul nuovo pianeta Terra.  

Loading Facebook Comments ...

leave a reply