DA GIOVEDÌ AL MASCHIO ANGIOINO DI NAPOLI, LA RASSEGNA “SETTEMBRE AL CASTELLO 2019” 

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Per il secondo anno il Maschio Angioino di Napoli sarà sfondo della rassegna “Settembre al castello 2019” per la direzione artistica di Annamaria Russo, organizzata da Il pozzo e il pendolo teatro di Napoli con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, nell’ambito di Estate a Napoli 2019. Filo rosso della rassegna, che si terrà da gioved’ a domenica sarà il destino. A inaugurare la programmazione della rassegna gioved’ sara’ “Il senso del dolore” di Maurizio de Giovanni, con Nico Ciliberti e le voci di Andrea Canova, Gabriele Carraturo, Rosalba di Girolamo, Marcello Magri, Isabella Martino, Marco Palumbo, Fabio Todisco, Ramona Tripodi, nell’adattamento e la regia di Annamaria Russo. Venerdì la scena sarà per “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel Garcia Marque’z, con Paolo Cresta, Nico Ciliberti, Rosalba di Girolamo, Peppe Romano, nell’adattamento di Annamaria Russo e la regia di Paolo Cresta. La rassegna proseguirà sabato con lo spettacolo “A te, Masaniello“, drammaturgia e regia di Annamaria Russo, interpretato da Nico Ciliberti, Marianita Carfora, Salvatore Catanese, Cristiano Di Maio, Laura Pagliara, Alfredo Mundo, Riccardo Maio, Rita Ingegno, Paolo Rivera, Maya Grasso, Diego Guglielmelli, e la partecipazione dei piccoli Flora, Giulia, Gianluca e Gaia.

A chiudere la programmazione di “Settembre al castello 2019“, domenica sarà “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello con Paolo Cresta, che firma anche l’adattamento e la regia dell’allestimento.

Annamaria Russo ha dichiarato: “Le imperscrutabili e sorprendenti vie della sorte, le ferree leggi del caso si squadernano in ciascuno degli spettacoli proposti per la seconda edizione della rassegna. Dal destino dolente che condanna il commissario Ricciardi a sentire l’ultimo pensiero nella mente dei morti sui quali è chiamato a indagare alla sconcertante successione di casualità che portano all’assassinio di Santiango Nazar. Dalla sorte già scritta nel palmo della mano del più famoso rivoluzionario di Napoli al caso che trasforma una frase banale in una bomba deflagrante capace di distruggere la vita di Vitangelo Moscarda”.




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