D’Alessio+D’Angelo= una poltrona per due “Re minori” di successo

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All’Arena Flegrea maxi concerto dell’inedito duo

Si intitola “Figli di un Re minore” ed è il concerto-evento che vedrà Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio infiammare per tre giorni l’Arena Flegrea, da stasera fino a domenica 22 settembre.

L’evento, fortemente voluto dal direttore artistico Claudio De Magistris ed inserito nel ricco cartellone del Noisy Naples Fest, può considerarsi, a tutti gli effetti, come un progetto unico che, unisce due i due artisti più quotati della scena melodica pop napoletana.

 

A raccontare il motivo che ha spinto alla collaborazione i due artisti ci pensa D’Angelo:

“Figli di un Re minore lo possiamo definire un evento. I re minori sono quelli che non saranno mai re, come ho scritto nella canzone”Jamm jà. Era stato rimandato a causa di un nostro litigio facendo un po’ le star -sorride il cantante partenopeo-, ma, di fondo, siamo molti amici ed è tutto rientrato. Ci conosciamo da anni e ci stimiamo, nonostante in molti abbiano fatto di tutto per metterci contro, ma l’amicizia vince e quindi siamo felici di esserci riusciti “.

Gli fa eco D’Alessio: “Oggi ogni cosa è considerata evento, per fare clamore, ma in questo caso sento che non è sprecata. Per gli spettatori ci saranno tante sorprese musicali, un concentrato di canzoni, di successi che ormai non appartengono neanche più a noi, perché il nostro pubblico le canta in automatico . Posso solo anticipare che ci sarà un medley di un’ora, una sorta di ping-pong del tempo, che andrà dagli anni 80 fino agli anni 90. Abbiamo scelto 61 titoli, sul palco saremo accompagnati da una bad di 16 elementi”.

Poi D’Alessio rincara la dose: “Nino D’Angelo è garanzia di successo, è sulla cresta dell’onda da oltre quarant’anni. Ricordo quando, da giovane, mi affacciavo al mondo delle canzoni, come arrangiatore e lui, da subito credette in me e mi aprì le porte di casa sua. Scrivemmo insieme alcune canzoni ed è anche grazie a lui se, a Napoli passai da emergente ad autore di Serie A”.

Filo conduttore e collante di questo connubio artistico è Mario Merola, la cui presenza, si erge imponente nella vita di entrambi gli artisti. A parlarne è D’Angelo: “Mario Merola per noi è come e più di un padre.  Con lui abbiamo avuto un rapporto speciale, fatto di tante cose belle, molti di questi aneddoti faranno parte del nostro show e li racconteremo volentieri al pubblico. Tra noi c’è stato un grande affetto e molto rispetto. Gigi è stato addirittura il suo pianista e gli è stato ancora più vicino”.

L’evento, nato per essere un format a tappa unica, pare abbia solleticato l’interesse di molti impresari a livello internazionale e potrebbe essere replicato. Lo racconta D’Alessio: “È vero, potremmo portare in giro questo show anche fuori Napoli. Abbiamo registrato richieste da Sydney, New York, Canada, Germania, Belgio, Olanda ed Inghilterra . Siamo felici di questo e, presto, decideremo insieme il da farsi”.

Una solida carriera da icone-pop made in Naples sul nazionale, eppure continuano a chiamarli neomelodici. Nino D’Angelo non si offende, anzi, rilancia “con filosofia”: “Possono chiamarci come vogliono ma la verità è che noi siamo noi stessi e facciamo ciò che vogliamo essere. Questa parola è diventata troppo generalista e, francamente, non rappresenta alcun genere musicale”. La parola fine la mette D’Alessio: “Se uno nasce a Roma, a Bologna o Milano verrà definito cantautore di quella terra. A Napoli, invece, funziona diversamente, se canti in lingua viene subito etichettato come neomelodico, è una targa che non serve a niente”.  

PhotoCredit: Titti Fabozzi




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