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DAVID DI DONATELLO, “FRONTIERA” MIGLIOR CORTO: PROIEZIONI ALL’ORDINE PSICOLOGI NAPOLI

Venerdì 29 marzo all’Ordine degli Psicologi della Campania, la pellicola “Frontiera”

Sarà proiettato venerdì 29 marzo, alle 17, nella sede dell’Ordine degli Psicologi della Campania, la pellicola “Frontiera”, che ha vinto il David di Donatello 2019 come miglior corto. L’iniziativa è promossa dal Comitato permanente sui migranti costituito dall’Ordine per promuovere momenti di riflessione e condividere le esperienze degli psicologi impegnati all’interno dei centri di accoglienza e con le associazioni del territorio che si occupano di accoglienza e integrazione dei cittadini stranieri. Sarà la prima proiezione pubblica del corto dopo la consegna, in programma oggi, del prestigioso riconoscimento. Frontiera racconta la storia dell’incontro tra un adolescente al primo giorno di lavoro da necroforo e un ragazzo alla prima missione da sommozzatore. I due sono sul ponte di un traghetto diretto a Lampedusa, non si conoscono, ma quando metteranno piede sull’isola le loro vite cambieranno per sempre: uno dovrà recuperare i corpi dei naufraghi, l’altro li dovrà seppellire.

Dopo la proiezione e i saluti del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e della presidente dell’Ordine, Antonella Bozzaotra, si aprirà il dibattito, moderato dal direttore di Fanpage Francesco Piccinini, che coinvolgerà il regista Alessandro Di Gregorio; lo sceneggiatore Ezio Abbate; il coprotagonista Fiorenzo Madonna; l’assessore ai Diritti di cittadinanza e alla Coesione sociale del Comune di Napoli, Laura Marmorale; la delegata alle Pari opportunità del Comune di Napoli, Simona Marino; lo psicologo Francesco Diana, componente del Comitato permanente.

La trama di “Frontiera” di Alessandro De Gregorio: Sul ponte di un traghetto diretto a Lampedusa ci sono un adolescente al primo giorno di lavoro da necroforo e un ragazzo alla prima missione da sommozzatore. Non si conoscono ma è solo una questione di tempo perché la nave sta attraccando e dal momento in cui metteranno piede su quell’isola che ora gli si staglia davanti, assolata e brulla come un deserto messicano, le loro vite cambieranno per sempre. Uno recupera dovrà recuperare i corpi dei naufraghi, l’altro li dovrà seppellire. Come una sorta di balletto tra la vita e la morte, tra l’innocenza e la sua perdita, tra l’inizio e la fine. Un film drammatico con un finale che, in maniera imprevedibile, restituisce speranza. Perché nel mezzo di una tragedia, la vita è e deve essere sempre più forte della morte.

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