DAZI: TRUMP ATTACCA DEM, NESSUN BLUFF SU TARIFFE CONTRO MESSICO

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Donald Trump rischia uno scontro con il suo partito sui dazi commerciali e l’immigrazione

Il miliardario ha annunciato dazi del 5% su tutti i beni messicani importati negli Usa da lunedì e che saliranno gradualmente fino al 25% da ottobre se non sarà fermata l’immigrazione clandestina. Il leader di maggioranza in Senato, il repubblicano Mitch McConnell ha avvertito che sulla misura “non c’è molto sostegno” in seno al Grand Old Party (Gop). Da Londra, durante la conferenza stampa congiunta con la premier britannica Theresa May, Trump ha intimato ai repubblicani di “non osare” fermarlo, perché sarebbe “folle” e ha assicurato che lunedì le tariffe entreranno in vigore. “Speriamo che non succeda”, ha risposto McConnell ai cronisti che gli chiedevano della possibilità di un voto del Senato per fermare Trump sui dazi contro il Messico. “È emersa molto preoccupazione sulla prospettiva di tariffe contro il Messico”, ha rimarcato il senatore Gop Ted Cruz, dopo un pranzo al quale hanno partecipato anche funzionari della Casa Bianca e del dipartimento di Giustizia. I Senatori repubblicani, che controllano il Senato con 51 voti su 100, potrebbero votare una mozione di “disapprovazione” della misura. Bisogna vedere se vorranno farlo e se la maggioranza sarà tale da poter bypassare il veto certo di Trump: servono 67 voti.

Secondo il repubblicano Kevin Cramer, i voti per fermare Trump ci potrebbero essere perchè almeno 20 senatori Gop sono pronti ad unirsi ai democratici nel votare la mozione. Una delegazione di Città del Messico è a Washington questa settimana per tentare di trovare un’intesa in extremis in grado di scongiurare le tariffe. “Spero che i negoziati con la delegazione messicana producano un risultato positivo”, ha osservato il senatore Gop John Cornyn. Trump, attaccando i dem, ha assicurato che i dazi contro il Messico non sono un bluff e che scatteranno lunedì.




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