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De Luca eroico, ospedale Covid e zone rosse. “Fontana” perde solo acqua.

Il presidente De Luca fa un Covid center con un bando di gara al ribasso: in due settimane 120 posti letto per la terapia intensiva all’Ospedale del mare 

La sfilata dei 57 camion che hanno attraversato via Argine a Napoli, ieri sera, tra la commozione della gente, è stato il frutto dell’opera silenziosa ed efficace del Presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. Quei convogli, partiti da Padova, rappresentano una garanzia per i cittadini campani e non solo. In due settimane nascerà un ospedale Covid prefabbricato con 120 posti letto per la terapia intensiva. De Luca ha dimostrato di non essere “tutto chiacchiere e distintivo”. Da quando il mondo si è trovato sottosopra per l’esplosione della Pandemia, lui si è assunto tutte le responsabilità che gli competevano. A partire dall’istituzione delle zone rosse. Ieri De Luca ha “chiuso” il comune di Lauro, in provincia di Avellino, che conta 3.400 abitanti. E’ il settimo comune campano dichiarato “zona rossa” dal presidente: Lauro si aggiunge agli altri sei centri campani in quarantena da alcune settimane: Ariano Irpino (Avellino), Sala Consilina, Polla, Atena Lucana, Auletta e Caggiano (Salerno).

 

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In Lombardia, invece, mentre morti e contagiati continuano a crescere nell’ordine delle centinaia il duo tragicomico Fontana-Gallera continua a starnazzare. Non hanno ancora preso coscienza che la comunicazione non è arte loro. Imitano maldestramente l’Innominato di Arcore ma incassano solo il triste bilancio del loro malgoverno. Fontana ha annunciato la distribuzione di milioni di mascherine al quadrato per tutti; sembrava un po’ come “un milione di posti di lavoro per tutti” di qualche decennio fa. Ma ieri si è arreso. La sua rete regionale “efficientissima” solo a chiacchiere non è pronta. Un comunicato dell’ordine dei farmacisti smentisce il Presidente leghista: “Forse saremo pronti tra una settimana”. Secondo “Attila” Fontana allora vanno bene pure “sciarpe e foulard, l’importante è stare coperti”. Comico. Poi sempre lo smilzo Fontana ha puntato l’indice, con il suo compare Giulio Gallera, contro il Premier Giuseppe Conte.

E’ colpa sua, dicono i due responsabili del governo lombardo, se non sono state istituite zone rosse al Alzano Lombardo, Nebro e in tutti quei produttivi comuni della “bergamasca” dove si continua a lavorare. Ma “Giuseppi” l’americano, ieri sera è stato costretto a infilarglielo in bocca con il cucchiaino, il concetto, in diretta Rai. “Noi abbiamo fatto tutto quello che ritenevamo opportuno – ha spiegato Conte – momento per momento. I governatori hanno la facoltà di istituire le zone rosse. Altre regioni lo hanno fatto”. Ospedali a confronto, Campania e Lombardia. Ieri “grazie” a Guido Bertolaso (ancora ricoverato) e ad oltre 70 milioni di euro donati dai “paperoni” del Nord il tanto annunciato ospedale Fiera di Milano ha aperto i battenti. Nel tardo pomeriggio sono arrivati i primi due pazienti. L’ospedale, ovviamente, non è ancora ultimato e prima di arrivare ai 200 posti previsti (in principio erano 400) ce ne vorrà di tempo. Perché? Hanno speso una cifra impressionante per ogni posto letto. Il modello è sempre lo stesso: il “Formigoni style”. Quello che invece è accaduto ieri a Napoli è il frutto di un lavoro silenzioso e rapido, la conseguenza di specifiche strategie. “In due settimane nascerà un ospedale prefabbricato con 120 posti letto di terapia intensiva”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in un post accompagnato dalle immagini dell’arrivo degli automezzi che hanno trasportato all’Ospedale del Mare di Napoli i moduli per la realizzazione di una struttura dedicata all’emergenza Covid-19.

De Luca ha poi aggiunto: “In grande silenzio e con grande efficacia stiamo continuando a garantire la salute per le nostre famiglie e per tutti i cittadini campani”. A Napoli sono arrivati due dei tre moduli previsti, da 24 posti letto ciascuno, per un totale di 48 posti. La previsione è che saranno operativi entro il 15 aprile. L’architetto Antonio Bruno, direttore dei lavori, spiega come si è attuato il progetto: “Entro tre giorni il Covid center sarà completamente montano. Seguirà la fase dei collaudi e dell’arredamento, contiamo che il centro sarà operativo subito dopo Pasqua”. All’ingresso dell’ospedale da campo ci sarà uno spazio per la camera calda, un tunnel per l’ingresso dell’ambulanza e le aree pedonali, evidenziate con colori differenti. “All’interno – continua Bruno – i percorsi sporco e pulito sono già progettati. I camion trasportano il 90% di tutto quello di cui c’è bisogno per un Covid-center, dalla struttura alle apparecchiature, ventilatori compresi. Mancano soltanto i letti che sono già disponibili”. I lavori nell’area vicina al parcheggio dell’ospedale del Mare di Ponticelli dove sorgerà il centro Covid sono iniziati 15 giorni fa. “Abbiamo fatto un miracolo, anticipando il cronoprogramma”, sottolinea il direttore dei lavori. E’ previsto per il 20 aprile l’arrivo di altri camion, con l’ultimo modulo da 24 posti, per un totale complessivo di 72 posti letto di terapia intensiva utili ad ospitare i pazienti Covid.

La struttura costa 7,7 milioni di euro, l’importo della gara comprensivo del ribasso presentato dalla ditta vincitrice, la Manufacturing Engineering Development MED di Padova che si occupa proprio di moduli prefabbricati in sanità. “Questi moduli – dice il direttore – saranno attivi per tutto il periodo dell’emergenza ma stiamo ragionando sui futuri usi delle strutture. Pensiamo che una parte sarà utilizzata come una centrale 118, mentre un modulo potrebbe essere usato come asilo nido aziendale”. Nell’ambito del piano della Regione Campania per far fronte all’emergenza Covid-19 sono previsti altri due ospedali prefabbricati per la terapia intensiva a Salerno e a Caserta. E come avrebbe detto il grande Luigi Necco la domenica sera in tivvù: “Cari Fontana, Gallera e compagnia cantante, il galeone è affondato, Napoli batte Milano 2 a 0”. E intanto lassù la gente continua disperatamente a morire. Prossima puntata: il Pio Albergo Trivulzio.

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