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DI MAIO POLLETTO DI SALVINI, CALENDA MOSÉ ANTIPOPULISTA, BERLUSCONI MARTELLA I COGLIONI (NON SUOI). C’EST LA VIE…

Rinuncereste a una gallina dalle uova d’oro? Domanda retorica per una risposta scontata. Nessuno, infatti, rinuncerebbe a una tale pennuta coccodè. E restando nella metafora, ormai non vi è più alcun dubbio: Luigi Di Maio per Matteo Salvini è un unico esemplare di pollo dalle uova d’oro. Un polletto più che pollo. Ragion per cui è fuffa allo stato puro il gran parlare nelle ultime ore di eventuale crisi di Governo. Salvini – siatene certi – il Socio di Governo se lo terrà nella bambagia. Il vice premier, Ministro dell’Interno nonché Capo della Lega è del resto da comprendere: dove mai troverebbe un altro pollo così… Ecco perché il Governo non ha nulla da temere, ecco perché i beoti e acefali attivisti Cinquestelle potranno continuare a gongolarsi e a chiudere gli occhi di fronte ai nuovi annunciati cali del M5s nei sondaggi.

Morale della favola, Di Maio e i suoi continueranno ad essere protetti, viziati e coccolati dai leghisti nonostante le incomprensioni sul Tav e lo scoglio dell’autorizzazione a procedere contro il Capo del Carroccio. Quello di Salvini è un abbraccio mortale. Nessuno però nel M5s vuole rendersene conto. Polletto Di Maio, polletti i suoi fedelissimi attivisti, dunque. È quanto si deduce nel leggere i commenti al Controcanto di ieri, “La mossa del Cavallo”. Qualcuno dica loro che I danni maggiori – in genere – li producono in tutti i campi gli acritici amici che non aiutano chi sbaglia ad aprire gli occhi. Miopia diffusa nella base Cinquestelle mentre sugli altri fronti si agitano quelli che annaspano. In primis l’autore del manifesto progressista-europeista Carlo Calenda. Ieri ospite di Bianca Berlinguer l’ex Ministro giura: mai col M5s e mai con la Lega! Calenda – autocandidatosi commissario del futuro segretario del Pd – pronuncia il solenne giuramento strizzando l’occhio a Silvio Berlusconi. Vuole diventare il Mosè antipopulista! Intanto l’Immarcescibile di Arcore – a sua volta ospite di Barbara D’Urso – rispolvera la categoria dell’elettore-coglione. Una categoria alla quale apparterrebbero tutti quelli che non lo votano più. Il Puttaniere Emerito ebbe già modo di esporre questo teorema agli albori del Terzo Millennio. Ma non è tutto. Dal Nazareno l’ex Giovane Turco e renziano in via di pentimento, Matteo Orfini, – compagno di giochi di Matteo Renzi specializzato in playstation, in biliardino e in gare di pop corn – dall’alto della sua carica di Presidente del Pd incorona il pariolino Calenda quale nuovo profeta della Politica antipopulista. Sono le poco esaltanti note di giornata. C’est la vie…

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