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“DIGITAL MAIEUTICA”, TECNOLOGIA E COMUNICAZIONE AI TEMPI DEI SOCIAL 

A Bologna tavolo tra Pubblica amministrazione, Istruzione e imprese sulla Digital Maieutica

“Digital Maieutica”, comunicare l’educazione ai tempi dei social. La maieutica, termine con cui viene generalmente designato il metodo dialogico tipico di Socrate, il quale, secondo Platone (dialogo Teeteto), si sarebbe comportato come una levatrice, aiutando gli altri a «partorire» la verità: tale metodo consisteva nell’esercizio del dialogo, ossia in domande e risposte tali da spingere l’interlocutore a ricercare dentro di sé la verità, determinandola in maniera il più possibile autonoma. Un compito non facile ma che in tanti, dalle istituzioni alle aziende, stanno cercando di fare. Se n’é parlato al convegno “Digital Maieutica” organizzato in occasione del Pa social Day. Diciotto eventi in contemporanea in tutta Italia per parlare dei linguaggi del digitale tra professionisti, docenti e referenti delle istituzioni. Un evento organizzato dall’associazione PA social, che si è tenuto anche a Bologna, negli spazi della residenza universitaria “Fioravanti”. Un confronto per ragionare sulle esperienze di comunicazione, divulgazione ed educazione legate alle nuove tecnologie. A discuterne e a presentare le buone pratiche realizzate sono stati rappresentanti del Miur, di Digital4democracy, del mondo della scuola, della regione Emilia Romagna, di Humans to Humans, dell’agenzia di stampa Dire e di Pa social.

Tanti gli argomenti passati al vaglio dei presenti: dai servizi di digitalizzazione delle assemblee pubbliche e delle sedute consiliari, allo studio sulle aspettative dei cittadini in merito alla comunicazione via social da parte delle proprie amministrazioni. E ancora quali e-policy creare in funzione delle richieste di informazioni dei cittadini, del mezzo di comunicazione, delle necessità; come capire i linguaggi del target di riferimento e farli propri; come creare un linguaggio comune efficace e utile alla comunità, come educare alla relazione e allo scambio attraverso gli strumenti tecnologici senza temerli né mistificarli. Per Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa del Miur, tutto il lavoro fatto negli ultimi anni sui social network a livello strategico è stato “un lavoro editoriale e di giornalismo pubblico, di diffusione di notizie redatte in maniera chiara e sintetica, simile a quello delle agenzia di stampa”. Una piccola rivoluzione fatta di informazioni rilevanti comunicate con un linguaggio semplice che permette una maggior comprensione di concorsi, bandi e circolari che ha permesso di anticipare le richieste dei cittadini diventando una fonte per loro rilevante. Per l’assessora all’innovazione della regione Emilia Romagna, Emma Petitti, le priorità legate al digitale sono invece connesse alla formazione, alle infrastrutture e all’accesso a fondi europei e canali di finanziamento che permettano di potenziare l’attrattività del territorio.

Più strettamente legati all’educazione sono stati invece gli interventi di Alessandra Canepa, dirigente dell’istituto comprensivo 6 di Bologna, di Valentino Magliaro di Humans to Humans e di Marta Nicoletti della redazione scuola dell’agenzia di stampa Dire. La scuola deve fare i conti con le funzioni cognitive degli studenti che, fin da piccolissimi, si stanno modificando, con la video dipendenza e l’abuso da social. Cambiano i livelli di attenzione e i processi di apprendimento- ha sottolineato la preside bolognese- e la scuola deve riuscire a rimanere un luogo rilevante e desiderabile. I docenti vanno adeguatamente formati e anche rassicurati per poter essere a loro agio con la tecnologia e i mezzi digitali. L”ecosistema scuola”, come l’ha definito Valentino Magliaro, può e deve coniugare l’autorevolezza tipica dei luoghi di educazione a un’attrattività che spesso e’ andata persa ma “sono tante le buone notizie che arrivano dal mondo della scuola, è necessario trovare uno spazio per il racconto dell’impegno e del lavoro che si fa tra i banchi- ha affermato Marta Nicoletti- così come è necessario spiegare ai ragazzi che essere informati e informare è un diritto e un dovere, è un atto di cittadinanza e di educazione”. Il linguaggio digitale, per com’e’ stato descritto questa mattina, deve suscitare attivismo nei giovani e nei cittadini in generale, deve fondarsi sulla partecipazione attiva del soggetto: in buona sostanza sulla maieutica.

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