DIREZIONE NAZIONALE DEL PD. ORLANDO: “LA SCELTA DI RENZI MOTIVATA DA MALESSERI PERSONALI”

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Alla Direzione Nazionale del Pd – la prima dopo l’addio al Partito da parte di Matteo Renzi – tiene banco la scelta dell’ex Capo Scout. Una scelta che – a parere di molti – più che prestarsi ad analisi politica dovrebbe costituire materia di studio per i Discepoli di Sigmund Freud. Una scelta – è stato da più parti rilevato – simile a quella del bambino vinciuto il quale non potendo più vincere la partita va via portandosi il pallone. Ma si sapeva, l’ex Rottamatore è fatto così e gli enigmi comportamentali di cui è portatore e depositario sono forse anche il frutto delle esperienze adolescenziali tra le Giovani Marmotte della provincia Fiorentina.

“Non si sentiva la necessità dell’ennesima scissione, la terza. Abbiamo parlato di scelta incomprensibile con un po’ di retorica; in realtà è comprensibile, ma non è motivata da processi storici o politici, bensì da malesseri personali o da legittime aspirazioni personali e collettive. Anche se auguriamo successo per questa nuova forza centrista, non possiamo non vedere i danni che essa ha provocato”, stigmatizza il vicesegretario del Pd Andrea Orlando nella relazione introduttiva ai Lavori.

“A livello territoriale – afferma l’esponente Dem – dobbiamo dire basta al cumulo di incarichi, così come dobbiamo dire basta al fatto che un incarico diventi trampolino per uno successivo. E chi è indeciso se rimanere o andarsene non puo’ mantenerli”. Il messaggio è forte e chiaro ed è rivolto ai Renziani che per ragioni strategiche non hanno seguito il Capo e che sono rimasti a presidiare i Gruppi Parlamentari Dem.

Il Pd, incalza Orlando, “non può rinunciare a nessuna delle culture politiche che sono state alla base della sua nascita” e cioè quella socialista, quella cattolico democratica e quella liberale. E’ questa un’altra stoccata a Renzi il Quale privo di Bussola e di Programma fa vaghi riferimenti al futuro quando accenna all’azione politica di Italia Viva, il suo Giocattolo destinato a restare bonsai.

Orlando nega che “il Pd sia entrato in crisi per il prevalere di una cultura sulle altre”. In realtà così non è stato. “Quello che è stato un limite alla nascita del Pd – puntualizza – è stata la sottovalutazione dei moniti di queste culture alla critica della società, che non ci ha fatto vedere l’altra faccia della globalizzazione. Le nostre culture politiche – insiste Orlando – contengono elementi per la critica del presente e per il nostro rilancio”.

Alla Direzione Nazionale, i cui lavori sono stati chiusi dal segretario Nicola Zingaretti, Orlando parla anche dell’intesa raggiunta in Umbria con il M5S: “L’accordo tra Pd e M5s in Umbria dimostra che il percorso puo’ essere proficuo, ma non ci puo’ essere alcuna forma di automatismo” in altre Regioni. Quindi punta il dito contro l’attuale legge elettorale che “non ha raggiunto gli obiettivi”, cioè avvicinare eletto ed elettore, ed ha finito per essere “un premio a cartelli nati e finiti il giorno dopo il voto. Una nuova legge elettorale – aggiunge – deve risolvere questi problemi, ma non dobbiamo dare per scontato che l’unico approdo sia quello proporzionale seppur con sbarramento”.

Tornando al rapporto con il M5s, l’ex Guardasigilli osserva: “Dobbiamo essere lucidi per definire la sfida che ci attende. O si apre nuova fase della Repubblica che assorbe le pulsioni populiste o rischiamo”.  E ancora: “La partita del rapporto con M5s si gioca a Roma e sul territorio. Diventa occasione per un progetto ambizioso. Il M5S è la radiografia dei nostri limiti. Ampi settori della popolazione si sono indirizzati verso questa proposta, venata di giustizialismo. Ma in quella proposta sono germogliati semi che avevamo noi”.

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

23/09/2019   h.16.45

 




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