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DISOBBEDIENTI CINQUESTELLE, ESPULSI E PREMIATI…

Premesso che il sottoscritto condivide la posizione dei dissidenti Cinquestelle espressa in occasione del voto sull’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, a conti fatti e tradotte in soldi le eventuali espulsioni dal M5s, per i disobbedienti che votarono contro il Salva-Salvini la messa alla porta più che una punizione è un regalo, è un premio. Lo dice la calcolatrice…

E già, perché una volta cacciati, i Disobbedienti Disobbedienti non dovranno più versare le quote dei propri stipendi sul conto corrente cointestato a Luigi Di Maio e ai capigruppo di Camera e Senato e non dovranno più contribuire alla cassa della Casaleggio Associati con la quota pro capite di trecento euro mensili.

Un bell’affare, insomma. Un affare in cui gli unici a guadagnare sarebbero gli espulsi.

Senza dire che – a meno che non si tratti di votare sconcezze simili al Salva-Salvini – Costoro non potranno neanche essere additati come traditori in quanto risulteranno sempre pronti ad assicurare in caso di necessità i rispettivi voti al Governo. Soltanto dei matti – infatti – potrebbero mettere a rischio l’appetitoso stipendio assicurato per altri quattro anni per fare un dispetto ai vecchi compagni di squadra…

Una storia che evoca Cipputi e il suo ombrello, la Creatura dell’impareggiabile Altan…

Detto ciò, c’è da scommettere che domani il mitico ombrello lo porgeranno gli elettori della Basilicata al M5s. Si vota per il rinnovo dell’Amministrazione regionale. Per i Cinquestelle questa della Basilicata sarà l’ultima stazione della Via Crucis elettorale prima della crocifissione in programma domenica 26 maggio…

Un amen li seppellirà.

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