ELECTION DAY, NON SOLO EUROPEE: OGGI SI VOTA ANCHE IN 3.800 COMUNI

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Oltre 16 milioni i cittadini chiamati alle urne per eleggere i sindaci dei Comuni italiani

Non solo l’Europa, nell’election day di oggi sono chiamati alle urne anche i cittadini di 3.800 Comuni italiani per la scelta del sindaco. Mentre in Piemonte si vota per le regionali: cioè per eleggere il presidente della Giunta e il Consiglio. Anche se per i risultati bisognerà pazientare qualche ora in più, rispetto alle Europee. Perché lo scrutinio comincerà alle 14 di lunedì. In gran parte le città al voto erano guidate da sindaci di centrosinistra ed è quindi questa la coalizione che rischia di più. Tra i Comuni coinvolti, ci sono cinquecapoluoghi di regione: Firenze, Bari, Perugia, Potenza, Campobasso. E poi 22 città capoluogo di provincia (Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Cesena, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia, e poi sia Pesaro che Urbino, che costituiscono provincia unica ma hanno sindaci diversi). In tutto, oltre 16 milioni e 100 mila gli aventi diritto al voto. Il Comune più piccolo è Moncenisio, in provincia di Torino, con 33 elettori. Il più popopoloso Firenze (qui gli elettori sono 288 mila). Come si vota. La scheda è di colore azzurro. Nei comuni fino a 15 mila abitanti si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, solo sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata all’aspirante primo cittadino: in ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Diverse le modalità per i Comuni sopra i 15mila abitanti. Per votare si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco (in tal caso il voto viene attribuito unicamente a lui); si può anche mettere il segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco oppure sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate e – in entrambi questi due casi – il voto va sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri. È infine previsto il voto disgiunto (che invece non è ammeso sotto i 15mila abitanti): si traccia un segno sul rettangolo di un candidato sindaco ed un altro sul simbolo di una lista non collegata. È eletto sindaco al primo turno chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50 per cento più uno). Altrimenti bisogna tornare alle urne dopo due settimane.




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