EMA valuta la vaccinazione per gli under 11

L'Agenzia Europea del Farmaco sta valutando i dati disponibili per decidere se raccomandare l'estensione del vaccino Pfizer alla fascia 5-11 anni anche in Europa.

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Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

Dai dati risalenti all’ultimo rapporto “Epidemia Covid-19 Aggiornamento nazionale” del 3 novembre c.a. risulta, oltre alla maggior incidenza del virus tra i non vaccinati, una maggiore incidenza nella fascia d’età 0-19.

Una buona percentuale della fascia successiva, infatti, ha approfittato degli Open Day per vaccinarsi durante la primavera e a ridosso delle agognate vacanze, mentre la fascia 5-11, quella dei bambini in età scolare, risulta ancora scoperta e a rischio. Numeri che spingono i pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) a esprimere il forte auspicio che venga presto autorizzato il vaccino per la fascia d’età 5-11 anni.  Estendendo la vaccinazione ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, tiene a precisare la SIPPS, si potrebbe ridurre il rischio di infezione da COVID-19 a circa 3.700.000 di minori.

I bambini vanno vaccinati altrimenti non ne usciamo- sottolinea senza mezzi termini il Presidente SIPPS, Giuseppe Di Mauro– Il 20% dei contagiati è al di sotto degli 11 anni. A chi dice di non vaccinare i bambini sani diciamo: il vaccino va fatto a tutti, che siano sani o con patologie pregresse, perché non sempre questa infezione, nei bambini, si manifesta come una banale influenza. Anche i più piccoli- ricorda Di Mauro- vengono ricoverati e alcuni finiscono in terapia intensiva. I paucisintomatici possono poi portare questa infezione nelle famiglie e mettere a rischio persone adulte, anche vaccinate ma con patologie. Per interrompere la catena dei contagi da Covid-19, che si trasmette attraverso le goccioline di saliva, dobbiamo vaccinare tutti i bambini. Dobbiamo farlo per proteggere loro ma anche per mettere in sicurezza i loro coetanei con patologie e i nuclei familiari.

Sulla scorta di quanto avviene in America, dunque, dove il Pfizer è stato già approvato anche per questa fascia d’età, anche l’EMA provvede a valutare questa possibilità in Italia; a gennaio 2022 i risultati di questo studio verranno trasmessi alla Commissione europea a cui spetta la decisione finale, sulla quale si baserà l’operato dell’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).


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