EMERGENZA CLIMA, GRETA THUNBERG: “L’INAZIONE DEI POLITICI È UN CRIMINE”

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Lo ha detto la Thunberg all’Austrian World summit in corso in una piazza del centro di Vienna

Greta Thunberg torna a parlare e accusa i politici. Quella del cambiamento climatico «è un’emergenza e i leader mondiali non agiscono di conseguenza. Ma se non lo fanno loro, lo faremo noi». Lo ha detto Greta Thunberg all’Austrian World summit in corso in una piazza del centro di Vienna parlando a migliaia di persone. «I leader politici – ha detto ancora la giovane attivista svedese – non sembrano saper pensare oltre la prossima elezione. Questo deve finire. Loro e le grandi società stanno perpetrando crimini contro l’umanità con la loro inazione e dovranno esserne ritenuti responsabili». Un’onda verde attraversa l’Europa. Dalla Germania, alla Francia ai Paesi scandinavi, passando per la Spagna le elezioni europee premiano gli ecologisti che portano a Strasburgo una pattuglia consistente di eurodeputati passando dai 50 seggi nel 2014 agli attuali 69 e diventando il quarto gruppo all’eurocamera, ma senza italiani.

Un exploit che fa tesoro dell’effetto Greta Thunberg, l’attivista pasionaria svedese che ha ispirato le grandi mobilitazioni di giovani studenti in tutto il continente con gli oramai famosi scioperi globali per il clima. Il giorno dopo il voto, passati i festeggiamenti e l’euforia per i Verdi europei è il momento della riflessione. L’obiettivo è essere «determinanti» nella nuova Europa e rendere la futura legislatura «verde». A chiarirlo è Monica Frassoni, la co-presidente dei Verdi Europei: «vogliamo giocare un ruolo ma non a tutti i costi». Il tema riguarda le alleanze e le future coalizioni all’Eurocamera, che potrebbero essere ‘arcobalenò , includendo dunque progressisti, Liberali e Popolari. «Noi siamo in gioco, lo abbiamo detto da tempo e intendiamo avere un ruolo di partito di governo – precisa -. Ma non siamo simbolici e pensiamo che questa vittoria e questi siano risultati estremamente positivi e ci danno una responsabilità». Il richiamo di Frans Timmermans, candidato di punta degli S&D per succedere a Jean-Claude Juncker a «formare un’alleanza progressista ci convince poco», ammette Frassoni che non vuole che i Verdi diventino l’appendice di nessuno.




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