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FACEBOOK, ARRIVA LA “COMMUNITY ACTION” PER LANCIARE PETIZIONI

Facebook lancia una nuova funzione per raccogliere appelli e petizioni degli utenti. Si chiama Community Actions e ha l’obiettivo di aggregare gli iscritti attorno ad alcune cause per rivolgersi alle autorità locali e nazionali. Si parte dagli Stati Uniti. Chiunque può lanciare una petizione, con un titolo, una descrizione, un’immagine. E può taggare le agenzie governative e i funzionari interessati, che riceveranno una notifica. L’obiettivo è rendere l’appello virale per esercitare pressione civile e politica. Ogni “Community Actions” avrà una propria “bacheca” di notizie e post e consentirà l’avvio di raccolte fondi.

La nuova funzione del social ha l’obiettivo di sottoscrivere petizioni alle autorità e taggare le  agenzie governative

Facebook mostrerà, in tempo reale, quanti sono i sostenitori della petizione, ma i loro nomi saranno palesi solo se sono nostri amici o figure pubbliche. Si tratta quindi di qualcosa di molto simile a Change.org, la più nota piattaforma di petizioni online, anche se pare più focalizzato (almeno nelle intenzioni) su argomenti e istanze locali. La platea di Facebook e la possibilità di avviare una petizione in pochi clic potrebbe comunque impattare su Change.org. Come specifica TechCrunch, il gruppo di Menlo Park metterà a disposizione la nuova funzionalità soltanto per gli utenti negli Stati Uniti, per cominciare. L’annuncio di questa nuova funzionalità è previsto per oggi. Lo scopo di queste funzione sarà quello di unire le persone che sostengono una causa e convincerle a fare clic sul pulsante “Supporto”.

La petizione nel newsfeed di Faccialibro ricorda molto la popolare piattaforma di petizioni, Change.org, con più di 250 milioni di utenti attivi. In realtà, l’obiettivo di Facebook è focalizzare le azioni della comunità in modo da concentrarsi più sull’incremento delle azioni delle istituzioni piuttosto che su qualsiasi causa. Ovvero non sostituirà immediatamente le petizioni di Change.org che spaziano vari campi: dal civile al gossip. Facebook sta perseguendo dunque il nobile fine di aiutare gli utenti a costruire una comunità e mettere a loro disposizione uno strumento per richiedere cambiamenti da parte dei funzionari pubblici. Ma come per ogni cosa, c’è sempre l’altro lato della medaglia. Le Community Actions potrebbero unire i cittadini per porre problemi all’attenzione dei funzionari eletti, locali e nazionali e dalle agenzie governative. Ma potrebbe anche fornire ai gruppi di interesse un pulpito per avviare una petizione contro i gruppi di minoranza che sono offensivi per loro ma legittimi in generale. Sarà dunque prerogativa di Facebook capire la declinazione di questa nuova funzione e monitorarne l’attività. Si aggiunge un’altra sfida nell’immediato futuro per il social network guidato da Zuckerberg.

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