FALO’ DI FERRAGOSTO. SALVINI SI PENTE, CONTE E DI MAIO LO INCENERISCONO

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E’ la giornata dei falò di Ferragosto. E quest’anno il fuoco oltre a illuminare le spiagge buie, incendia l’Italica Politica.

Si alzano alte le fiamme attorno ai migranti sequestrati in mare, divampano violente le lingue di fuoco attorno alla lettera aperta del Premier Giuseppe Conte al suo Vice Matteo Salvini.

Il tutto mentre i naufraghi salvati dalla Open Arms trascorrono il Ferragosto sballottati tra le onde e ad arrostire al sole ad un tiro di schioppo dal Porto di Lampedusa. Una inutile crudeltà di quel Ministro Cattolico che ostenta Rosari, Croci e Madonne ad ogni occasione utile. E’ l’applicazione del Vangelo secondo Salvini…

Il Predicatore Leghista, l’Imbonitore dell’Italica Plebe, il Superuomo della Padania, il Sirenetto del Libero Stato di Papeete (e chi più ne ha più ne metta) è agitato da sindrome da accerchiamento. E va fuori di testa. E sbrocca come ieri sera a La Spezia durante il comizio. Parla della necessità di difendere la Patria dai naufraghi (donne, bambini e disgraziai in cerca di una vita migliore) raccolti dalle Navi Ong. Parole grosse suggerite da una testa poco lucida. E’ un disco rotto ormai inascoltabile, il Signor Ministro che lascia i migranti in mare. Follia d’agosto duramente criticata anche dall’Unicef che chiede la tutela dei diritti dei minori trattenuti a bordo. Ma la Crudeltà salviniana non sentirà ragioni fino a quando… Fino a quando prima o poi sarà costretto a fare sbarcare tutti dalla Open Arms. E sarà la riproposizione di un film già più volte visto.

Detto ciò, è tutta da leggere la lettera aperta di Conte inviata a Salvini e pubblicata su Fb.

“Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo, ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini…”.

Conte nella missiva è durissimo nell’accusare Salvini. “Da te ennesima sleale collaborazione, politica non è potere… Tua concentrazione ossessiva sui porti, strappi istituzionali per foga politica”. Mostra le unghie il Premier. E mostra anche qualcos’altro di cui si dubitava l’esistenza…

Intanto – come se nulla fosse – Salvini vuole continuare a dettare l’Agenda non avendo ancora ben capito che ormai non conta più niente schiacciato com’è nella morsa M5s-Pd.

Si erge a Capo del “Popolo Italiano” senza che nessuno lo abbia investito in tale ruolo. E alternativamente indossa i panni del carnefice o della vittima, a seconda della convenienza del momento, il Viscido. Una squallida recita.

Salvini sbrocca perché ha capito che dal cul de sac nel quale si è cacciato non ne uscirà. I cocci della maggioranza gialloverde non si incollano più soprattutto dopo la recentissima spaccatura in materia di migranti tra Conte, la ministra della Difesa Cinquestelle Elisabetta Trenta e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli da una parte e Lui – Salvini – dall’altra parte.

Ieri sera dal Palco de La Spezia aveva improvvidamente pronunciato – con tanto di indice intimidatorio e imperativo – tre No allo sbarco a Lampedusa dei migranti della Open Arms. “Finché sono Ministro – aveva aggiunto – non sbarcherà nessuno!”. Vedremo come la storia finirà…

Ma non è tutto. Salvini annuncia ricorso urgente al Consiglio di Stato e firma un nuovo divieto di ingresso alle Ong, la Trenta non lo controfirma “in nome dell’Umanità”, come non lo controfirma Toninelli.

Il Capo Religioso Leghista è solo. E rischia anche una denuncia per abuso d’Ufficio.

A questo punto impossibile per il Capo Leghista ipotizzare anche una vergognosa marcia indietro. E’ quanto ha abbozzato a Castelvolturno sussurrando un allusivo “Il mio telefono è sempre acceso…”. Ma Luigi Di Maio lo ha subito stoppato. “E’ pentito – ha detto – ma ormai la frittata è fatta”.

Il giorno 20, dopo aver parlato in Senato sarà infatti – come detto – il Premier Conte a far cadere il Governo presentando le dimissioni e a mettere alle porte di Palazzo Chigi e del Viminale Matteo Salvini e i Suoi Gallonati.

Il tutto mentre le Diplomazie Dem e Cinquestelle sono febbrilmente al lavoro sulla ipotesi di una intesa programmatica di Legislatura. Un nuovo contratto sulla base di punti unificanti. Si parlano Dem e Cinquestelle e le dimensioni dei rispettivi Calibri messi in campo lasciano intuire il possibile raggiungimento di un Accordo.

Morale della favola, voleva far fuori Giuseppe Conte ma alla fine sarà il Premier a disarcionare Lui – Matteo Salvini – dalle Poltrone. Accadrà martedì prossimo, quando Conte presenterà le dimissioni al Capo dello Stato prima che sia votata la mozione di sfiducia.

Ps. Da non renziano doc affermo che questa volta – per motivi strumentali o no, a questo punto poco importa – Matteo Renzi ha ragione. Avanti col Governo Giallorosso!

Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

15/08/2019  h.19.00

 

 

 

 

 

 




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