FOCUS CRISI, CONTE IN AULA AL SENATO IL 20 ALLE 15: I POSSIBILI SCENARI

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Rottura gialloverde accertata,dopo le baruffe sul timing nella conferenza dei capigruppo e nell’aula del Senato c’è appena il tempo di tirare il fiato – e mettere a punto strategie – prima di dare il via alla parlamentarizzazione della crisi. Il 20 agosto, martedì, alle 15 il presidente del Consiglio si presenterà nell’aula per le sue comunicazioni. Nel suo discorso, Conte difenderà l’operato del suo governo, le cose fatte in questi mesi di lavoro, addossando a Salvini la decisione di interrompere il ‘cambiamento’ venendo meno al contratto che aveva sancito la nascita dell’esecutivo.

Dopo questo passaggio, il premier potrebbe seguire il dibattito dell’aula e aspettare il voto sulle eventuali risoluzioni presentate – che non equivalgono a una mozione di sfiducia – o potrebbe decidere di non aspettare e salire direttamente al Quirinale rassegnando il suo mandato nelle mani del capo di Stato che solo a quel punto entrerà in gioco. In ogni caso, non essendo stata calendarizzata la mozione leghista, il premier non sarà sfiduciato. Il giorno dopo, alle 11.30, Conte è atteso nell’aula della Camera. Ma potrebbe essere un passaggio superfluo dal punto di vista politico. Mattarella prenderà atto della fine della maggioranza gialloverde, messa insieme appena 14 mesi fa, ma seguirà con interesse il dibattito in aula per studiare gli equilibri tra i vari partiti.

Il presidente della Repubblica aprirà le consultazioni ascoltando i vari gruppi politici, e potrebbe affidare un mandato esplorativo per verificare l’esistenza di maggioranze alternative che possano portare alla formazione di un nuovo governo. L’incaricato potrebbe essere il presidente della Camera Roberto Fico, espressione del partito di maggioranza alle elezioni del marzo 2018.Si tratta dunque di vedere se l’avvicinamento Pd-M5s e gruppo Misto, sponsorizzato dal ‘senatore semplice’ democratico Matteo Renzi, può o meno reggere la prova del governo. In caso di esito positivo si potrebbe tentare la formazione di un nuovo esecutivo, alla cui guida non è escluso lo stesso Conte. In caso negativo, Mattarella potrebbe sciogliere le Camere.

Anche qui, ci sono scenari differenti. Con il voto a ottobre potrebbe rimanere in carica l’attuale esecutivo per il disbrigo degli affari correnti. Ma il Pd si è già espresso contro l’idea che sia Matteo Salvini, candidato premier, a gestire le elezioni dal Viminale. Una preoccupazione che potrebbe essere espressa al Capo di Stato e che potrebbe dar vita a un governo di garanzia elettorale, in carica fino al voto. E il taglio dei parlamentari? La conferenza dei capigruppo della Camera ha calendarizzato la discussione per mercoledì 22 agosto nel pomeriggio.




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