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Fontana: non mi dimetto, la Regione non ha tirato fuori un euro

“Non mi dimetto, la Regione non ha tirato fuori un euro”. Così in un’intervista a Repubblica il governatore della Lombardia Attilio Fontana, indagato per la vicenda sulla fornitura di camici: 25mila camici ancora non consegnati alla Regione Lombardia, che suo cognato avrebbe provato a piazzare a un prezzo maggiorato di 3 euro a una clinica.

Non pensa che un atteggiamento del genere strida con l’immagine del generoso donatore? “Non mi pare che ci sia un giudizio politico da dare su questo punto. L’elemento più importante e che nessuno sottolinea è che la Regione Lombardia non ha tirato fuori un euro. E se questo è accaduto è perché io ho fatto rilevare la inopportunità di quella situazione”. “Ritengo – ha spiegato Fontana – che Aria abbia svolto bene il suo lavoro. Chi non comprende il livello di gravità ed emergenza nella ricerca spasmodica di presidi per medici e infermieri, o è stupido o è in malafede.

Inoltre ricordo che tutti gli acquisti svolti in quella fase erano in regime di emergenza e seguivano procedure eccezionali tali da non richiedere la sottoscrizione del patto di integrità. Glielo dico ancora una volta. Deve essere chiaro a tutti che in quei giorni contavano i minuti e quindi ogni elemento che portava ritardi nella procedura metteva a rischio vite umane”. Il Corriere della Sera ha scoperto che la delibera che avrebbe dovuto convertire l’acquisto in donazione ancora non c’è. Come spiega questa assenza? “Solleciterò Aria a completare velocemente il procedimento. Ed in ogni caso, dal punto di vista sostanziale, la Regione non ha pagato e non pagherà”.

Da eccellenza d’Italia la Lombardia riemerge dall’emergenza Covid con la reputazione intaccata. Si sente di dover fare qualche autocritica? “In una situazione come quella in cui ci siamo trovati, ho più volte ribadito che sicuramente abbiamo commesso errori. Detto ciò, settimana dopo settimana, stanno emergendo ogni giorno dati scientifici e statistici incontrovertibili, che rilevano che, in tutte le aree metropolitane regionali simili alla Lombardia nel mondo, l’incidenza di contagi e decessi presenta numeri spesso più gravi di quelli lombardi”.

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