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FRANCESCO DI BELLA “‘O DIAVOLO” IN CONCERTO AL COMMON GROUND

Sabato 20 Di Bella sarà sul palco del industrial bistrò di via Scarfoglio a Napoli

Francesco Di Bella fa tappa al Common Ground di Napoli con il tour che sta calcando la scena dei live con i brani del suo ultimo disco “‘O Diavolo”, il terzo da solista. Sabato 20 aprile l’album di inediti uscito a fine ottobre per La Canzonetta Records/Self Distribuzioni, al termine di un anno in cui il cantautore napoletano è stato impegnato nel tour celebrativo dei suoi 20 anni di carriera musicale, farà da sottofondo musicale d’eccezione per il Closing Party dell’industrial bistrò di via Scarfoglio che chiude alla grande una stagione fatta di musica, food e divertimento.

L’ex frontman del gruppo 24 Grana, da qualche anno protagonista di un percorso solista che lo ha visto pubblicare nel 2014 “Ballads Cafe'” e nel 2016 “Nuova Gianturco”, è tornato con un disco che si preannuncia di rottura e di innovazione, confermando “‘O Cardillo” napoletano come uno tra i migliori esponenti del cantautorato rock d’autore. Dopo il concerto in programma Dj set. Dopo i classici dei 24 Grana riarrangiati nel progetto Ballads Caffé e l’ottimo esperimento di pop urbano di Nuova Gianturco, sarebbe stato facile aspettarsi da Francesco Di Bella un ritorno alle sonorità della sua vecchia band, come nel più classico copione del post-scioglimento di un gruppo storico. Il cantante napoletano non si discosta radicalmente dal canovaccio, interpretandolo però ancora una volta con personalità e stile: il suo nuovo album di inediti non ha il sapore dell’operazione nostalgia, ma nel proseguire in maniera coerente il percorso del Di Bella solista guarda con discrezione a un passato importante e agli spunti che se ne possono trarre. “‘O diavolo” si presenta bene, con un titolo semplice ma accattivante, accompagnato dal bellissimo artwork a cura di Davide ‘Diavù’ Vecchiato, una sorta di diavolo fusion di iconografia europea e thai. All’interno, la scrittura di Di Bella sembra proseguire il percorso inaugurato col precedente “Nuova Gianturco”, ma in realtà presente già in nuce negli ultimi lavori dei 24 Grana: quello di un cantautorato moderno, maturo, con una forte anima pop ma anche con una faccia più rock-oriented rispetto al lavoro precedente, addolcita e ricamata da arrangiamenti ricchi di tastiere, archi e percussioni etniche.

Fra i nove brani troviamo episodi più introspettivi e malinconici (“Stella nera”), altri più solari e legati al quotidiano (“Scinne ambresso”), altri ancora figli di quella vocazione di cantastorie delle ‘cose che stanno nell’ombra’ che Francesco ha sempre cercato di seguire, come la macabra “Notte senza luna” o “Canzone e’carcerate”, ispirata dal poeta Ferdinando Russo e ritorno a un tema da sempre caro al nostro, per quella che forse è la punta di diamante dell’album. C’è però una vibrazione di fondo, una frequenza costante che attraversa la texture delle nove canzoni e ci restituisce un’atmosfera sospesa, misteriosa e sognante, quel qualcosa, forse un tocco di imprevedibilità, che mancava in “Nuova Gianturco”; la si riconosce nel mantra della title-track, nei tappeti sonori dalle vibrazioni sottilmente psichedeliche, nel suono saturo dell’assolo di 2Il giardino nascosto” come pure nei ritmi sudamericani dettati dalle percussioni e nel ritmo in levare di “Rivelazione” e 2Rub-a-dub style”, due ottimi brani che arricchiscono la palette sonora del disco e segnano un ritorno a un linguaggio, quello dub/reggae, di cui Di Bella e i 24 Grana dei primi anni erano stati fra gli interpreti italiani più eterodossi e originali.

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