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GESÙ IN “GABBIA” CON GIUSEPPE E MARIA, IN MESSICO IL PRESEPE SHOCK

È stato installato a poche centinaia di chilometri dal confine degli Stati Uniti con il Messico.

Messico, le immagini che la reverenda Karen Ristine della chiesa metodista unita di Claremont ha postato su Facebook sono state condivise più di 23mila volte in poche ore. Anche lei ne è rimasta sorpresa: “Cosa succerebbe oggi se questa famiglia cercasse rifugio nel nostro paese?”. Contrastanti, le reazioni social sono migliaia, e arrivano da ogni parte del mondo. Sulla Route 66, la celebre autostrada percorsa dai migranti colpiti dalle tempeste di sabbia del Dust Bowl durante la Grande Depressione, sorge un presepe che sta facendo discutere. Maria, Giuseppe e Gesù chiusi ognuno in una gabbia diversa, dietro le sbarre, separati, divisi dalla sabbia, come cometa, le luci delle recinzioni. È stato installato a poche centinaia di chilometri dal confine degli Stati Uniti con il Messico. Mentre la costruzione del muro di frontiera continua. Giuseppe dalla sua gabbia tende le mani verso Gesù, nella culla. Le immagini che la reverenda Karen Ristine della chiesa metodista unita di Claremont ha postato su Facebook sono state condivise più di 23mila volte in poche ore. Anche lei ne è rimasta sorpresa. “In un’epoca in cui le famiglie di rifugiati chiedono asilo ai nostri confini e sono separate l’una dall’altra, vogliamo pensare alla famiglia di rifugiati più conosciuta al mondo. Gesù, Maria e Giuseppe, la Sacra Famiglia”, scrive Ristine su Fb. Cita Matteo 25:35, in cui Gesù ringrazia coloro che lo hanno nutrito quando era un rifugiato affamato in fuga da Betlemme: “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato”. “E se questa famiglia cercasse rifugio nel nostro paese oggi? Immaginate se Giuseppe e Maria fossero separati al confine e Gesù, non più grande di due anni, tolto a sua madre e messo dietro le recinzioni di un centro di detenzione alla frontiera. Perché è questo che sta accadendo negli ultimi tre anni a più di 5.500 i bambini”. Le reazioni sui social sono contrastanti ma migliaia e arrivano da ogni parte del mondo. C’è chi parla di provocazione blasfema. “Inutile”. “Stupida”. “Da rimuovere”. “Esibizione orribile”. Chi sostiene che la chiesa non dovrebbe fare politica. “Per noi è una visione teologica”, ha detto la Rev. Ristine, “e noi speriamo che questo crei discussione, dialogo, confronto”. Lo stesso presepe all’interno della chiesa è rappresentato senza gabbie: “Il messaggio è questo”, continua Ristine, “dobbiamo trovare un modo per accogliere in maniera più compassionevole queste persone”. Anche se il mondo oggi non ha la stessa visione, aggiunge.

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