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GeVi all’ultimo respiro, superata Ferrara 78-75 e 2-0 nella serie

La finale è un filo più vicina, ma quanta sofferenza. Mayo viene fuori nel finale ed è decisivo per il successo finale.

Pazzesca, incredibile, vinta

La GeVi supera una Ferrara eroica, capace di tenere i più quotati avversari a tiro, senza che mai potessero prendere il largo, e di rientrare ogni volta che andava in difficoltà.

Coach Sacripanti: Complimenti ai nostri avversari che hanno giocato una grande partita trovando energie incredibili. Sono stati molto bravi soprattutto sull’aggressività riuscendo in tutti i modi a darci problemi in attacco. È stata una partita durissima. Averla portata a casa è molto importante. Adesso bisogna riazzerare tutto e pensare alla prossima partita.

 

LA CRONACA

È ancora una Gevi a due torri, con Iannuzzi e Zerini a presidiare il pitturato, con Mayo, Marini e Parks a completare lo starting five. La novità, invece, è nel quintetto di Ferrara, con Panni e Fantoni che iniziano la gara.

Il capitano estense fa subito a sportellate con Iannuzzi, ma ciò non impedisce a Parks di portare avanti gli azzurri con la tripla frontale.

Coach Leka opta per una difesa a tutto campo, con Panni a mordere le caviglie anche sui cambi; l’intensità difensiva della Top Secret, però, viene giudicata eccessiva dalla terna arbitrale, con capitan Fantoni a farne le spese con il prematuro secondo fallo.

Più che Napoli-Ferrara, sembra Parks contro Pacher, sono loro a segnare nei primi due minuti di gioco e non è una bella notizia: la GeVi patisce l’energia difensiva avversaria e perde palle anche in maniera ingenua, come nel caso di Mayo.

Gli ospiti ci credono, sempre con Pacher, e sorpassano (6-8).

La partita aumenta di ritmo, complice anche qualche rimbalzo offensivo di troppo concesso dai padroni di casa; Marini, ancora in cerca di una sua dimensione nella serie, riesce solo a dimezzare lo svantaggio dalla lunetta, ma gli animi, complice anche una decisione corretta quanto discussa della terna arbitrale su Lombardi, si cominciano a scaldare.

La difesa box and one, allungata a tutto campo da Leka, salta sulla conclusione pesante di Marini, poi capitan Monaldi confeziona l’alzata che Parks trasforma in alley-oop, facendo esplodere il PalaBarbuto (12-8).

Lo sprint azzurro arriva nel finale di primo quarto: prima Lombardi, poi Uglietti, siglano il massimo vantaggio partenopeo (18-11); Baldassarre e Zampini, con un canestro di bellissima fattura, chiudono i primi 10’ sul 18-15 per la formazione di coach Sacripanti.

Ferrara apre la secconda frazione con un indomabile Fantoni che sigla il 18-17 con un’azione tutta caparbietà e gomiti alti, senza timore della caratura di un dirimpettaio come Burns; purtroppo per lui, l’ex Brescia se la lega al dito e gli vola in testa due volte di seguito (22-17).

Il pivot della Top Secret, però, non si perde d’animo e confeziona un’altra gemma, per movimenti e parabola della conclusione.

Contrariamente a quanto visto in gara 1, gli ospiti non arretrano e confezionano un parziale di 7-0 (24-26) in pochi istanti che obbliga coach Sacripanti a fermare il cronometro e chiarire un paio di cose con i suoi giocatori.

Napoli non riesce a correre, soffocata dalla zona estense, Fantoni e Iannuzzi si affrontano a muso durissimo , con il giocatore ospite che ha “la peggio” con il terzo fallo fischiato a suo carico.

Josh Mayo, apparso un po’ in ombra, prende in mano le redini della squadra: è lui a tenere gli azzurri a contatto nel miglior momento di Ferrara, e proprio da una sua iniziativa nasce il sorpasso, arrivato con il tap in volante di Iannuzzi (33-32).

Anche Napoli, ora, allunga la difesa, con una zona match up che crea grossi grattacapi agli avversari: la Top Secret spreca anche due liberi, con Pacher, e l’asse Mayo-Lombardi la castiga con la seconda schiacciata in volo della serata.

È ancora una magia del playmaker statunitense a chiudere la prima metà di gara, assist fulmineo e Iannuzzi segna per il 39-36 con cui le due squadre vanno a riposo.

È ancora difesa lunghissima per Ferrara al rientro dagli spogliatoi; Pacher apre le ostilità con un gran canestro che supera l’opposizione di Zerini, gli risponde Burns, poi Parks replica a Panni con il canestro e fallo che significa terza infrazione per Pacher, il libero aggiuntivo è mera formalità.

Ma l’ex Treviglio non si arrende: tripla dal gomito e di nuovo -1.

Napoli non riesce a staccarsi nel punteggio, ogni volta che trova il canestro Ferrara risponde presente, portandosi a casa anche il quarto fallo di Zerini.

Ancora storie tese in campo, con Parks che subisce un fallo antisportivo da Vencato e poi viene affrontato a muso duro da Fantoni; nonostante ciò, Filoni accorcia a due lunghezze il distacco dopo un’azione in cui la Top Secret avrebbe potuto perdere palla più di una volta.

Dalla bagarre, la GeVi esce troppo nervosa e permette agli ospiti di pareggiare a quota 52 a 3’46” dalla penultima sirena.

Nel momento di difficoltà, sono i due USA a trainare Napoli con due canestri in fila; Baldassarre spreca due liberi, ed un Burns più in palla si procura un viaggio in lunetta che sfrutta, però, solo a metà. Ma la miccia è accesa, Lombardi segna dall’angolo ed è break di 8-0 per il massimo vantaggio GeVi, coach Leka chiama time out, mentre, sul versante azzurro, c’è da registrare un Parks, forse troppo, su di giri che non le manda a dire a Sacripanti e lascia il campo. Ma la cosa rientra presto, con il coach che abbraccia il suo pupillo che aveva esagerato nel desiderio di dare qualcosa in più.

Questa Top Secret non ha nel DNA il mollare, Baldassarre e Panni riportano a 4 gli estensi, ma Uglietti sceglie il momento migliore per il primo canestro della sua gara, a fil di sirena. Al 30’ è 62-56.

Ferrara accorcia già in avvio di ultimo quarto, ma viene presto rispedita indietro dalla tripla di Zerini; il PalaBarbuto è un’inferno, e non solo per la temperatura avvertita nell’impianto di Fuorigrotta, Dellosto tira due liberi con un rumore assordante intorno, il rimbalzo offensivo, con fallo subito incluso, confezionato dalla premiata ditta Uglietti-Iannuzzi, è salutato quasi con un’ovazione. Poco importa che siano 4 i falli personali a carico, Zerini chiude il portone del canestro.

Ferrara si scuote ed accorcia nuovamente a -3 (66-63), la GeVi sbaglia addirittura 4 liberi consecutivi, ma Mayo vede Marini, con la coda dell’occhio, e l’ex Forlì fa centro dall’angolo.

La guardia abruzzese fa e disfa, fallo ingenuo sul tiro da 3 di Pacher e gioco da 4 punti per il lungo statunitense, ancora tutto in bilico (69-67), con Ferrara che fallisce il sorpasso.

Serve una reazione, questa arriva con Mayo e Zerini, bravi a riportare a due possessi il distacco in favore dei padroni di casa.

Ma Pacher è immarcabile, altri 4 punti e la Top Secret è di nuovo a contatto…ma non ha fatto i conti con Mayo che inventa la bomba siderale per il 75-71, poi si va a prendere due tiri liberi contro Pacher a 18,7” dal termine.

Il primo libero, però, vede solo il ferro, il secondo va a segno (76-73) e coach Leka chiama il time out per cercare di disegnare la rimessa e pareggiare; Ferrara batte nella metà campo azzurra, Panni non riesce a fare altro che trovare due liberi.

Il rumore va oltre la soglia del dolore, il primo libero si arrampica sul ferro ed entra, il secondo è solo cotone, anche coach Sacripanti chiama il minuto di sospensione, la tensione si taglia con un coltello; il tecnico azzurro sceglie un quintetto piccolo, con Parks ad agire da ala grande, Mayo subisce il fallo di Baldassarre e va in lunetta  a 4” dal termine, 2/2, la tabellata di Bertone non vede il ferro, la GeVi è sul 2-0 (78-75).

Gevi Napoli Basket-Top Secret Ferrara: 78-75 (18-15;39-36;62-56; 78-75)

Gevi Napoli Basket: Zerini 5,Iannuzzi 7, Klacar ne,  Parks  18, Lombardi 9, Marini 9, Mayo 15, Uglietti 5, Burns  10,  Monaldi  ,Coralic ne, Cannavina ne. All. Sacripanti.

Top Secret Ferrara: Bertone 6, Baldassarre 6, Zampini 5, Panni 8, Vencato 4, Fantoni 8,  Dellosto 8, Pacher 27, Basso, Filoni 3. All.Leka

 

IL COMMENTO

Sono i playoff, e non sono mai facili. C’è stato di tutto in questa partita, da una circolazione palla resa difficoltosa dalla verve avversaria, alle storie tese tra giocatori, per finire con la freddezza di chi sa come si vince, Josh Mayo.

Adesso ci si sposta al MF Palace, e sarà ancora battaglia, con uno sciagurato precedente da riscattare.

 


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