GeVi Napoli – Allianz Trieste a raggi X: Azzurri in cerca di una reazione, Giuliani alla prima senza Fernández.

Domani alle 20.45 showdown al PalaBarbuto, Sacripanti: “Rich e Vitali a minutaggio limitato”

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Dopo una settimana piena di novità, finalmente il parquet: la GeVi Napoli torna in campo domani sera, ore 20.45, a Fuorigrotta.
Avversaria del Monday Night del PalaBarbuto sarà quell’Allianz Trieste che all’andata, in terra giuliana, ha strappato la vittoria in maniera rocambolesca.

QUI NAPOLI
Pargo esce, Vitali entra, ma non è finita qui. La settimana azzurra ha sancito l’inizio della “Controriforma”, dopo gli inserimenti dello stesso Pargo e di Lynch che avevano sostituito il partente Mayo e l’infortunato di lunga durata Elegar.

Luca Vitali è atterrato alle falde del Vesuvio ed ha convinto coach Pino Sacripanti, ma non sarà l’unico volto nuovo che farà la conoscenza con la piazza; almeno un altro innesto straniero entrerà a roster, due se le indicazioni date dal tecnico azzurro saranno ricevute dal club. Ad apparire in bilico è Reggie Lynch, panchinato per lunghi tratti nelle ultime tre uscite, mossa che palesa la poca fiducia di Pino Sacripanti nei suoi confronti.
Decisamente remote le probabilità di arrivare a Christian Mekowulu, ai margini del progetto della nuova Dinamo Sassari di Piero Bucchi. Il lungo nigeriano, profilo ideale per il gioco di Sacripanti, ha però l’inconveniente di un cachet molto alto, circa 100.000€ per concludere la stagione; le altre opzioni possibili sono un lungo comunitario, opzione anch’essa che implicherebbe un ulteriore grosso sforzo economico, o pescare in A2.

Nel consueto appuntamento pre partita, coach Sacripanti ha voluto chiarire la situazione della squadra:

“Vitali è un giocatore di grande esperienza, conosce molto bene il basket. Ho allenato Luca in nazionale, so bene che tipo di giocatore sia. Ovviamente non ci possiamo aspettare che cambi completamente la nostra squadra, dovrà essere bravo ad entrare in punta di piedi ed a darci quella conoscenza del gioco nel ruolo del playmaker. Chiaramente è inattivo da tanto tempo, si è allenato individualmente, ovviamente non potrà avere tanti minuti nelle gambe. Noi, per mancanza di allenamenti e per varie vicissitudini, abbiamo avuto problemi nella gestione nei 40 minuti. Fino a qualche partita fa riuscivamo a controllare bene il ritmo gara, nelle ultime partite non siamo stati più capaci di farlo. Vitali potrà aiutarci. Con Trieste sarà una partita importante. Siamo ancora una volta in assetto nuovo. Dobbiamo ritrovare noi stessi ed abbiamo bisogno di due punti. Sia Rich che Vitali ci saranno ma avranno un numero di minuti limitati. Abbiamo bisogno dell’aiuto del nostro pubblico in questo momento di difficoltà. Sono convinto che i nostri tifosi verranno ad aiutarci, come sempre. Saranno decisivi.

QUI TRIESTE
Settimana movimentata anche in casa Allianz, tra il fulmine a ciel sereno della partenza di Juan Fernández, costretto a rientrare in Argentina, e l’incertezza sulla disputa della gara, inizialmente prevista per venerdì, contro la Nutribullet Treviso, poi rinviata in modalità non proprio gradite a coach Franco Ciani.

“Sicuramente il rinvio della partita con Treviso, – ha riconosciuto il tecnico triestino – prevista per venerdì e del cui rinvio abbiamo avuto notizia ufficiale giovedì sera ci ha costretto nuovamente a cambiare obiettivo tattico in corsa. In questa fase del campionato è difficile voltare una pagina tattica per poi aprirne una nuova subito dopo, dobbiamo tutti essere flessibili e non farci condizionare dalla situazione”.

Cosa fatta capo ha, comunque, per cui è subito tempo di concentrarsi sul posticipo del PalaBarbuto e Ciani ha le idee chiare:

“Napoli possiede un sistema di gioco ben collaudato e creato da una dei tecnici più preparati ed esperti del panorama italiano. I partenopei possono poi contare su un gruppo di giocatori molto esperti e di mestiere, capaci di proporre un certo atletismo e una fisicità difficili da contrastare. – riflette – I nostri avversari cercheranno sicuramente di partire forte fin dalla palla a due per imporre il proprio ritmo. Noi dovremo essere in grado di non subire l’impatto iniziale, non accettare di giocare con i loro ritmi e di stare mentalmente nel match per tutti i quaranta minuti senza concedere a loro la possibilità di scappare nel punteggio”.

L’AVVERSARIO
La sconfitta della Dolomiti Energia Trentino, sorpresa dalla nuova Varese di Roijakkers sul parquet di casa, ha confermato il terzo posto dell’Allianz alla fine di un girone d’andata in cui la formazione di Franco Ciani ha tenuto praticamente inviolato (solo due sconfitte con Varese e Reggio Emilia) il parquet di casa, con anche Milano costretta allo stop all’Allianz Dome.

Di contro, il rendimento esterno ha registrato solo due acutí, uno sull’ultima Sassari di Demis Cavina prima dell’esonero, l’altro al PalaRadi contro una Cremona in rifacimento. Nel mezzo, una serie di sconfitte, la più pesante delle quali è quella del PalaDozza, ben 36 i punti di distacco con cui la Fortitudo aveva superato i Giuliani a metà dicembre, responsabili della media punti subiti (82.8), che stride con il rendimento difensivo che ha permesso ai biancorossi di ritrovarsi sul gradino più basso del podio nonostante il peggior attacco della LBA con appena 73.3 punti segnati.

Un rendimento costante, quello della formazione di Ciani, guidata da Adrian Banks che a Trieste ha ritrovato serenità, ma non dipendente dalle lune dell’ex Brindisi e Fortitudo.

Il roster si completa con giocatori affidabili come Graziulis e Marcos Delía, su tutti, ma anche con l’aggiunta di Corey Davis, appena arrivato a sostituire Sanders, poi finito in Grecia al Lavrio Megabolt, squadra eliminata da Treviso nei Play-In di Basketball Champions League.

Il grande assente Fernández agiva come playmaker in uscita dalla panchina, ma non bisogna dimenticare l’esperienza e l’attaccamento alla maglia di capitan Daniele Cavaliero.

Altra scommessa vinta, infine, è stata puntare sugli italiani nello spot di 3: nonostante i ripetuti infortuni di Luca Campogrande, Fabio Mian ha preso il testimone guadagnandosi credibilità e minuti, mentre alle sue spalle cresce quel Lodovico Deangeli che tanto aveva impressionato in A2 con Udine.

I dubbi biancorossi, però si concentrano sulla figura di Sagaba Konate: devastante nelle prime settimane di campionato, il centro maliano ha perso l’impatto che il suo atletismo garantiva al frontcourt triestino, inabissandosi in prestazioni anonime e cedendo, di fatto, la titolarità al meno spettacolare, ma più scafato, Marcos Delía.
Bene anche Alessandro Lever, alla prima esperienza vera dopo il periodo passato al college.

OCCHIO A: MARCOS DELÍA
Chiamatelo pure Play/Pivot, è una definizione perfetta per l’intelligenza cestistica dell’argentino ex Virtus Bologna, capace di fungere da realizzatore, rimbalzista, ma anche facilitatore.

Esperienza e scaltrezza típica della terra di Ginobili fanno del lungo triestino il giocatore che ogni allenatore vorrebbe nella propria squadra.

L’ULTIMO PRECEDENTE
Era proprio gennaio, ma del 2004. Una Pompea lanciata in zona playoff strapazza la Coop Nordest 96-70, aggravando la crisi che l’avrebbe, poi, portata alla retrocessione.

Oscar Torres (23+10r) fa le prove generali dell’apoteosi di una settimana dopo, dove ne avrebbe segnati 36 con 8/8 da 3 nel 110-105 con cui Cantù si sarebbe arresa a Fuorigrotta; Mike Penberthy ne fa 20 con il 50% dall’arco, Allen (24 di valutazione) è il tuttofare.

La gara è abbondantemente chiusa con 30 punti di scarto (72-42) al 30’, gli ospiti sparacchiano (Sims segna 14 punti con 2/10 dall’arco) e non riescono mai ad essere veramente in partita.

Curiosità: in campo, per la Coop Nordest, c’era Daniele Cavaliero, 8 punti per lui.

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