GeVi Napoli Basket, Sacripanti: «La priorità è la salute di tutti»

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Il coach dei partenopei: «Dobbiamo concentrarci sull’avere la meglio contro il Covid-19».

Ha contribuito ad invertire repentinamente il trend degli azzurri, mettendo a disposizione del gruppo la propria, notevole, esperienza. Infatti, ha trascorso diciott’anni di carriera tra i professionisti, vantando il 53% di vittorie in 647 gare di Serie A. Inoltre, nel palmares annovera una Supercoppa, un oro, un argento ed un bronzo con la Nazionale Under 20. Parliamo del coach della GeVi Napoli Basket, Pino Sacripanti, che ha esternato la propria soddisfazione per il percorso in regular season, nonché analizzato gli scenari, derivanti dall’emergenza Coronavirus.

Come si sta trovando a Napoli? È più difficile stare lontano dai propri cari in questo periodo?

«All’ombra del Vesuvio mi sto trovando benissimo. D’altronde, sono sempre stato bene in Campania. Questa città è tra le più belle del mondo. C’è veramente di tutto. Certamente fa un certo effetto essere rinchiusi in casa, a Pozzuoli, stando al telefono con la propria famiglia e gli amici. Però, anche se fossi a Cantù, non cambierebbe niente. L’unica differenza sarebbe la vicinanza con le persone care. Però, non bisogna lamentarsi, poiché ci sono persone che stanno tutto il giorno in ospedale, lavorando per noi. Perciò, facciamo volentieri il sacrificio di rimanere a casa».

Come giudica il vostro cammino in regular season?

«È stato molto positivo. Siamo riusciti a vincere quattordici partite. Credo che la squadra sia totalmente cambiata, complici tre fattori: la grande disponibilità dei cestisti di mettersi in discussione, un duro lavoro in palestra, fatto di intense sedute d’allenamento e l’apertura societaria a modificare l’assetto dell’organico che non aveva un equilibrio perfetto. Abbiamo cambiato volto, modo di stare sul parquet, rafforzando la difesa e rendendola attenta ad ogni particolare».

I ragazzi si stanno allenando individualmente? Quando torneranno gli statunitensi?

«In questo momento storico la pallacanestro passa in secondo piano. Attualmente siamo a riposo fino a martedì. Poi, il 26 marzo si terrà la riunione del direttivo della Lega Nazionale Pallacanestro, che potrebbe fornirci maggiori indicazioni. Quindi, navighiamo a vista. Intanto, i ragazzi stanno provando a mantenersi in forma tra le mura domestiche. Va salvaguardata la salute di tutti. I due americani sono tornati negli States. Forse sarà difficile che ritornino, a causa dei provvedimenti che stanno prendendo negli Stati Uniti. Però, credo che tale problematica riguardi la maggior parte delle società».

Ritiene che sarebbe più opportuno concludere la stagione o ripartire dopo l’estate?

«Questo non posso dirlo, non lo so. Siamo bombardati da tante notizie. Qualora si riesca a debellare il Covid-19 nel breve periodo, si potrebbe ripartire. Però, non ci penserei più di tanto. Adesso dobbiamo concentrarci sull’avere la meglio contro questo virus. Poi, quando sarà, valuteremo la maniera in cui proseguire l’attività cestistica».




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